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MONDO

mercoledì 14 aprile 2021




























IL PUNTO NASCITA

Sovranismo da riafferrare e Ospedale (di Velletri) da salvare





Da quando ha cominciato a circolare, la parola “sovranismo” è stata fondata su un falso. Sta designando un regime alla Erdogan o Ad Sisi o Bolzonaro, fondato sul : “A casa mia il sovrano sono io, faccio come mi pare all'interno e all'estero, e nessuna autorità transnazionale, fosse pure l'ONU, ci si deve impicciare”. Dov'è l'imbroglio? Da più di due secoli, da quando Rousseau lanciò la sua formidabile sfida al potere del sovrano, additandolo come la causa prima di tutti i mali della società,e proponendo che quel potere passasse al popolo, quando si parla di sovranità, si allude a quella popolare. E questa del sovranismo dei nostri giorni è l'esatto contrario.

 

Questa premessa per introdurre il tema dell'Ospedale “Colombo”, riportato vigorosamente alla cronaca da Maria Paola De Marchis. denunciante il silenzio e l'immobilità delle autorità che avevano promesso da mesi di muoversi per arginare la continuazione della messa “fuori servizio”del nosocomio. Una sola argomentazione. Se, nella nostra repubblica, che sancisce in costituzione il diritto alla salute per tutti i cittadini, si chiedesse a ciascuno se è stato lui a proporre ai rappresentanti politici di legiferare “ i posti letto ospedalieri non possono esser più di tre ogni 100.000 abitanti”, si troverebbe un solo cittadino che dicesse “Sì, era la mia volontà, ed ora è legge”?

 

Ed allora domando: da chi o che cosa i “managers della salute”, “ridisegnatori” delle “aziende sanitarie” nazionali, hanno preso i criteri per i loro tagli, se non al di fuori, al di sopra e soprattutto contro la volontà popolare? Prima di tracciare le loro linee hanno chiesto il consiglio del personale sanitario, indisponibilmente protagonista del mondo ospedaliero? Venendo a dettagli, ho provato uno sdegno superiore al mio solito leggendo che Chiavenna, origine della mia famiglia materna, ha subito anch'essa, nel suo piccolo e lindo ospedale, la soppressione del punto nascita, spostato oltre venti chilometri a valle. Una vergogna, sì, ma quanto meno che a Velletri, avendo Chiavenna 12.000 abitanti, e Velletri 60.000! Qualcuno potrebbe dire:” Ma è così dappertutto, non c'è niente da fare”. Così serviremmo su un piatto d'argento la testa della sanità italiana ai “managers”. O troveremmo innocentemente “allineato” con loro il sindaco Pocci che non ritiene valga la pena di mantenere il parcheggio interno dell'ospedale, come se uno da quelle parti andasse per qualcosa di superfluo. Guai a piegarsi

'...sommessi al dispietato giogo

che sovra i più soggetti è più feroce”

 

Stavolta ho citato Petrarca, anziché Dante.













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