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INTERVISTE

venerdì 16 aprile 2021














































PAROLA AL MACCHINISTA

Strage di Viareggio, la sicurezza la pagano i lavoratori. Intervista a Dante De Angelis





Torniamo su un argomento che ci stà molto a cuore: la vicenda della strage ferroviaria di Viareggio e sulla sentenza che vede i rappresentanti dei lavoratori obbligati a sostenere le spese legali e processuali. La notizia ha avuto risonanza nazionale e proprio ieri si è aggiunto un appello proveniente dal mondo della cultura, dello spettacolo e della politica. Abbiamo posto alcune domande a Dante De Angelis, di seguito le risposte del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.

 

Sei sempre stato in prima linea nella difesa dei diritti dei lavoratori, subendo anche conseguenze spiacevoli per il tuo impegno.  Per quanto riguarda la questione del disastro di Viareggio, ci puoi riassumere brevemente la storia?

Alle 23,48 del 29 giugno 2009 un treno carico di GPL deraglia mentre passa in stazione a Viareggio. Dalla cisterna escono 40.000 litri di gas che si incendia ed esplode, uccide 32 persone e ne ferisce anche gravemente altre centinaia. Un intero quartiere appare come bombardato. La causa risulterà essere la rottura dell'asse del primo carro, che circolava da oltre 40 anni. Il disastro scopre un sistema di gestione delle manutenzioni ferroviarie assolutamente inadeguato alla delicatezza e ai rischi del trasporto, in particolare per le merci pericolose.   

 

Come è scaturita la decisione di costituirvi come parte civile sin dal  primo grado del giudizio?

Fin dall'inizio è apparso chiaro che il processo si sarebbe fondato su argomenti tecnici oltre che giuridici. La complessità del mondo ferroviario e la specificità delle sue regole e dell'organizzazione, soprattutto dopo la privatizzazione, ha richiesto uno sforzo eccezionale agli inquirenti per 'entrare' e comprendere l'accaduto. La nostra conoscenza diretta dei processi produttivi e delle dinamiche reali all'interno delle aziende poteva essere utile anche all'interno del dibattimento. Avevamo il dovere di essere a fianco dei familiari straziati da quella tragedia e lo saremo ancora, fino in fondo. Solo la costituzione di parte civile, poi legittimata già in fase di udienza preliminare e confermata dal Tribunale di Lucca e  da quello di Firenze in appello, ci ha consentito di offrire questo contributo mediante una partecipazione attiva come parte processuale. 

 

Che idea vi siete fatti, come RLS e sindacati dell'esclusione dalla costituzione di parte civile da parte della Corte di Cassazione?

Pur in attesa di leggere le motivazioni che ancora non sono state pubblicate, riteniamo che questa sia una decisione profondamente ingiusta, soprattutto riguardo l'esclusione delle aggravanti per la violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro. Oltre ad aver causato la prescrizione del reato di omicidio colposo - quasi uno schiaffo ai familiari delle vittime - questa decisione ha prosciolto tutte le imprese dalle responsabilità accertate in primo e secondo grado e soprattutto sembra avere detto che nel settore ferroviario non si applicano le norme del Testo unico 81/08 sulla sicurezza del lavoro lasciando in una condizione di incertezza tutti i lavoratori di questo settore.

 

Siamo in presenza di una decisione strettamente giuridica o/e anche politica?

La Corte di Cassazione, per definizione pronuncia sentenze e detta linee giuridiche. Queste tuttavia molto spesso 'sono' politica, qualche volta ad alto impatto sulla realtà. Come in questo caso, la decisione giuridica di escludere completamente le responsabilità di tutte le imprese è estremamente pericolosa perché 'salva' di fatto, e rinforza, il sistema economico finanziario oggi in essere rappresentato dalle grandi imprese e dalle multinazionali ferroviarie, all'interno del quale sono maturate le condizioni per questo immane disastro. Di fronte ad una assoluzione di questo peso possono continuare a non affrontare adeguatamente i rischi del trasporto ferroviario. In questo senso il messaggio che la Cassazione lancia alle imprese è esclusivamente politico: anche se proseguite con gli stessi metodi, voi come società proprietarie non sarete mai considerate responsabili. Inoltre, l'esclusione di tutte le parti civili sindacali, organizzazioni e RLS, ha la stessa valenza politica perché per il messaggio che contiene fa arretrare il diritto e gli spazi democratici di partecipazione: i lavoratori dovrebbero restare fuori dai processi per infortuni, incidenti e finanche stragi che avvengono nei loro ambienti di lavoro, perché a rischio di possibili oneri economici individuali insostenibili.     

 

Esiste la possibilità, sia pure remota di ricorrere in sede civile per ottenere l'annullamento del provvedimento che vi obbliga al pagamento delle spese processuali?  

Non saprei dirlo. Dobbiamo innanzitutto leggere le motivazioni. Di sicuro percorreremo tutte le strade giudiziarie possibili in parallelo alla mobilitazione e all'azione politica: se dobbiamo prendere atto che la legge sulla sicurezza del lavoro, non si applica alle ferrovie vuol dire che è una legge sbagliata   e va cambiata immediatamente. 

 

C'è un termine entro il quale bisogna assolvere al pagamento delle spese, considerando l'entità della somma?

Finora dai legali delle Fs abbiamo solo una richiesta dai toni non perentori. Tuttavia riteniamo che tra non molto ci intimeranno in modo formale di versare le somme. 

 

I media non ne parlano, ma ci sono manifestazioni di solidarietà espressa con una significativa adesione alla campagna 'Contributo di solidarietà'. Puoi dirci qualcosa in più?

In realtà alcuni organi di informazione hanno contribuito alla corretta informazione su questa nostra vicenda. La risposta collettiva c'è stata ed è stata stupefacente per il numero delle persone, ferrovieri, lavoratori di altri settori, tantissimi cittadini singoli e associazioni, oltre ad alcune organizzazioni sindacali di base. Si è aggiunto nelle ultime ore un appello da numerose personalità del mondo della cultura e dello spettacolo. Tutte queste adesioni, che hanno coinvolto direttamente oltre mille sottoscrittori, ci hanno consentito di avvicinarci all'obbiettivo della raccolta. Ma fatto ancora più importante, è dimostrato che 'non siamo soli', che esiste un'opinione pubblica e una sensibilità sui temi della sicurezza che garantisce a noi oggi, ed in futuro a tutti in lavoratori e gli RLS, di non voltare il capo davanti a tragedie di questo tipo e di non piegare la schiena per la paura di conseguenze economiche. Posso dire che il messaggio politico nettamente reazionario contenuto nella sentenza è stato respinto al mittente dalla rete di solidarietà e mobilitazione costituita intorno a Viareggio, dai familiari delle vittime, dai ferrovieri e dalle migliaia di cittadini indignati dalle incomprensibili decisioni della suprema Corte, pur se pronunciate in nome del popolo italiano.

 

Riportiamo i dati per coloro che volessero contribuire Iban: IT 96V 0760 1032 0000 1053 26 9260 intestato a Dante De Angelis, causale “Contributo di solidarietà per spese legali e processuali RLS Processo Viareggio”.

Il testo integrale dell’appello è disponibile sul sito della storica rivista dei ferrovieri,“ancora INMARCIA!” all’indirizzo www.inmarcia.org.













Note Legali


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