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MONDO

martedì 20 aprile 2021





































L'OPINIONE

Meglio non farlo sapere ai bambini





“Progresso e civiltà hanno preso due vie irrimediabilmente divergenti, da quando sopra tutto la tecnica industriale si è consacrata alla raffinata trasformazione dei mezzi della guerra, che è inciviltà e distruzione per eccellenza. La capacità di distruggere (...) ci ha reso definitivamente barbari, ed ha distrutto tutte le residue conquiste della civiltà cristiana”

Ernesto Buonaiuti, 1937 alla vigilia della seconda guerra mondiale

 

Esistono dei fondi pluriennali per investimenti e sviluppo infrastrutturale per 144 miliardi. Il comparto militare è riuscito ad intrufolarvisi e succhiarne quasi 36 dei 144. Anche nel budget del ministero per lo sviluppo economico ha messo le mani, accaparrandosene il 30%. E poi succede che dobbiamo importare apparecchiature mediche per 9 miliardi, perchè tutto questo flusso possibile di finaziamento per queste industrie utili alla vita ed alla salute, è stato assorbito da quello per spese mirate alla morte ed alla distruzione. Sotto Renzi le autorizzazioni governative all'export di armi made in Italy, molto appetite da regimi in guerra, sono state sestuplicate.

 

La commissione difesa presieduta dall'on. Giorgio Mulè ha ultimamennte trovata l'unanimità nel decidere di attingere anche ai fondi europei anticovid per il complesso militare-industriale italiano. Dunque il nemico non è più il covid, sono quei poveri disgraziati che saranno individuati come nemici dagli acquirenti di armi vendute da industriali armieri italiani. ( Quindi se gli ospedali continueranno ancora ad essere “tagliati” , ed i malati di covid rimasti con conseguenze invalidanti potrebbero non avere sostegni. Già sappiamo cosa c'è sotto il “non ci sono più soldi” che i politici avranno il grugno di tirar fuori).

 

Mi fermo, ma solo un momento: se voi, come me d'altronde, non avete saputo niente di niente di questo dalla Tv e dai giornaloni, un motivo c'è: l'opinione pubblica di massa conta come quella dei bambini, e, anche per evitare “ bambinate” di qualche politico “folle”, la cosa migliore è blindare completamente l'informazione su certi argomenti. Riprendo prolungando il raggio d'osservazione sulla realtà militare. Pur confortati dal disimpegno USA in Afganistan, dobbiamo guardare con realismo a qualcosa che ha già prodotte recentissimamente due guerre su suolo europeo, le tensioni tra slavi: alludo a quelle tra Serbi e Croati culminate nella distruzione attorno ed in Sarajevo, e tra russi ed ukraini con gli scontri nel Donbass.

 

Ebbene, il pur “moderato” Biden sta rischiando di lanciare un petardo in una polveriera grande come l'Europa, Russia compresa. Sto accennando al suo corteggiamento stringente dell'Ukraina per farla entrare nella NATO. Una volta effettuata l'operazione, basterebbe una fucilata sul suo territorio, e, a fil della clausola di sicurezza collettiva, art. 5 NATO, tutta l'Alleanza, Italia compresa, sarebbe scaraventata contro la Russia. Ma c'è di peggio, e lo ha annunciato recentemente un portavoce militare USA. Questa potenza ha prodotto missili ipersonici, cioè da 6 a 10 volte più veloci del suono, e, diversamente da quelli balistici, con una traiettoria non prevedente la salita nello spazio, ma una quasi retta, a parte la curvatura terrestre. Risultato:da un lato impossibilità d'intercettazione, e dall'altro riduzione del tempo di volo. Già Romania e Polonia sono pronte ad installarli, e da lì in meno di 10 minuti potrebbero spazzare via Mosca. Ce ne vorrebbero molto meno allo scopo, se la NATO decidesse di piazzarli al confine est dell'Ukraina.

 

Ciò premesso, la Russia non starebbe a guardare, e sapete quali potrebbero essere i bersagli d'una sua reazione, o attacco preventivo? Le basi NATO di Ghedi e Aviano. Il tutto, vista l'estrema riduzione dei tempi, verrebbe affidato ad intelligenze artificiali, le quali, spesso e volentieri sbagliano, quindi l'eliminazione di milioni di uomini in qualche secondo sarebbe un semplice “errore tecnico”. Intanto, per mantenere un “range” di rispetto nella graduatoria dei “furbi” in questo campo, qualche sprazzo di verità è filtrato anche dall'informazione ufficiale, perchè forse questi comunicatori che ci considerano tutti bambini hanno pensato che siamo anche così scemi da inghiottire in silenzio certe cose.

 

Ci ha fatto intravvedere un Di Maio “vuò cumprà” italiano su suolo egizio, che, calpestando da un lato il cadavere di Giulio Regeni e dall'altro spintonando via con fastidio l'agonica speranza in noi di Patrik Zaki, testimonia il proprio patriottismo aiutando le imprese italiane produttrici di fregate e magari anche la bilancia dei pagamenti. Senza dimenticare il contributo decisivo a mantenere in buoni rapporti il nostro paese con gli altri, da vero statista democratico. La storia è lui, è Ad Sisi, non quei due ragazzi. Questa è la lezione fatta filtrare di chi ci tratta tutti da bambini.













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