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CULTURA

martedì 4 maggio 2021




























ULTIMA DATA

Anna Foa e Antonietta Lucchetti in tandem nella storia: presentati “I nostri giorni non sono lontani” e “Anime nere”





Con il quinto appuntamento, venerdì 30 aprile, si è concluso il tour letterario per la rassegna telematica “Ed uscimmo a riveder le stelle” organizzata dal Comune di Labico e dalla Fondazione De Cultura nell’ambito delle iniziative “Primavera delle Meraviglie” patrocinate dalla Regione Lazio. A chiudere il ciclo di eventi un trittico al femminile per presentare due opere di ricerca storica. “Anime nere. Due donne e due destini nella Roma nazista”, di Anna Foa e Lucetta Scaraffia, il primo libro, e “I nostri giorni non sono lontani” di Antonietta Lucchetti, l’altro volume. Tina Miele, delegata alla cultura del Comune di Labico, ha introdotto la Foa e la Lucchetti, assente giustificata la Scaraffia, moderati da Emanuele Cammaroto. Entrambe le opere affrontano temi della seconda guerra mondiale. Delazione, antisemitismo, violenza razziale, sono argomenti più volte approfonditi dalla Foa nelle sue innumerevoli pubblicazioni. In questo caso, il duo Foa-Scaraffia hanno approfondito le vicende di due donne denunziate nel dopoguerra per la loro attività di spionaggio a favore dei nazisti, offrendo loro i nomi di molti ebrei o di militari italiani che non avevano aderito alla repubblica sociale. La Foa ha più volte sottolineato come, sebbene queste donne avessero segnalato molti nomi di italiani che furono tragicamente deportati o atrocemente massacrati alle Fosse Ardeatini, riuscirono a non subire una condanna esemplare (una delle due venne addirittura assolta), per ragioni non del tutto chiare, e che per la Foa sono da ricercare nell’intrigato miscuglio che ha visto molti funzionari operanti durante il ventennio, continuare le loro funzioni anche nell’era repubblicana. Il libro della Lucchetti è un’opera di ricerca pura; infatti raccoglie le lettere dei prigionieri di guerra veliterni, rinchiusi nei vari campi sparsi per il mondo, dagli USA al Sudafrica, all’India. Tra questi prigionieri vi sono anche molti internati militari italiani, che furono confinati nei campi dai tedeschi, dopo l’armistizio del 1943. Antonietta Lucchetti, che ha ringraziato la Foa per avere curato la prefazione alla sua ricerca e per la contagiosa passione per la ricerca che le ha trasmesso nel corso delle lezioni universitarie, ha messo in luce il grande dolore, la disperazione, insieme alla speranza che traspare dalle parole spesso sgrammaticate e dalla sintassi incerta e scorretta che i giovani veliterni lanciavano alle proprie famiglie, con grande predilezione per le mamme e le mogli. Sentimenti che molto lasciavano intendere sulle diverse condizioni di trattamento che subivano. Non a caso più del 30% dei prigionieri in Africa o in Germania non hanno fatto ritorno a casa, mentre molti si sono persino trasferiti nei Paesi che li “ospitò” nei campi. Due lavori diversi, che tracciano aspetti diversi di uno stesso periodo storico, che permette di foalizzarlo da differenti, ma non contraddittori, punti di vista. Chiusa questa prima edizione virtuale di “Ed uscimmo a riveder le stelle”, con un insperato successo di visualizzazioni, la speranza è di ritrovarsi per la seconda edizione, non solo a distanza, bensì in presenza.













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