INTERVISTE
22/09/2020


Greci sul trasporto scolastico: "Quest'anno un notevole passo indietro"


In vista della riapertura delle scuole, slittata come in tanti altri comuni al 24 settembre, il consigliere Giorgio Greci in un'intervista a tema si è soffermato sulla questione del trasporto scolastico.

Consigliere Greci, ultimamente con interrogazioni e interventi vari ha portato all’attenzione dell’amministrazione la questione del servizio di trasposto scolastico. Qual è la situazione che lei denuncia?

 

Lo dico con rammarico: non solo non sono stati ascoltati i miei inviti, ma quest’anno c’è stato un notevole passo indietro, credo al limite della legittimità. Negli ultimi anni ci sono state due problematiche, in particolare: tempi lunghi di permanenza sullo scuolabus, arrivo a scuola anche un’ora dopo dell’inizio e ritorno anche un’ora prima della fine delle lezioni. Il servizio andava quindi potenziato. Invece, nel nuovo avviso, il servizio è assicurato ‘limitatamente ai soli casi di estrema necessità da parte delle famiglie”. Sempre per citare l’avviso, i casi sarebbero: non essere in possesso di autovettura e/o patente, motivi di lavoro autocertificati dal datore di lavoro, orari incompatibili per lavoro o situazioni familiari da attestare con autocertificazione.

 

Cosa secondo lei non va di questa suddivisione?

 

Il trasporto scolastico è un servizio obbligatorio per legge, legato a requisiti personali e non familiari. Se si vuole fare una distinzione tra chi trasportare con il pulmino e chi invece risarcire con un rimborso economico, ci si deve basare sul grado del deficit, non su un eventuale possesso di automobile. Le leggi sono leggi: il trasporto scolastico è un servizio obbligatorio per quegli studenti che non possono utilizzare i mezzi pubblici ed il diritto non può essere limitato perché non ci sono sufficienti risorse o non si è in grado di organizzarlo.

 

Cosa intende per gravità di deficit?

 

Le faccio un esempio. Ci sono minori riconosciuti in situazione di disabilità ai sensi dell’art.3 comma 3 che sono in grado di guidare un motorino, prendere autonomamente un mezzo pubblico; ci sono invece minori con la stessa certificazione che non sono nemmeno in grado di bere da soli un bicchiere d’acqua. Tutte le misure che lo Stato o chi per lui adottano in favore delle persone con disabilità, sono atte a favorirne l’autonomia e ad alleggerire il carico delle famiglie, spesso delle donne, visto che sono loro la maggior parte delle volte ad occuparsi dell’assistenza. Le indicazioni del comune di Velletri sul trasporto vanno invece nella direzione contraria. Mi spiego meglio. Consideriamo una Famiglia A. Figlio con autonomia molto compromessa, necessitante di assistenza h24. La madre non può lavorare perché deve assistere il figlio ed ha un’ autovettura perché il figlio, in sedia a rotelle, non può prendere i mezzi pubblici. In questo caso, la famiglia A, per il comune di Velletri, non può richiedere per il figlio il trasporto con il pulmino del comune, a meno di dichiarare il falso. Poi la Famiglia B. Figlio con ritardo intellettivo grave e famiglia nella stessa situazione della A: niente scuolabus. Infine la Famiglia C : Figlio con ritardo medio, senza deficit motorio o sensoriale. Mamma e papà con due macchine, ma entrambi lavoratori (questo significa o che il figlio ha un bisogno di assistenza non h24 o che la famiglia ha una rete di assistenza che permette a entrambi i genitori di lavorare). In questo caso, il comune assicura lo scuolabus. Voglio sottolineare che il servizio deve essere garantito a tutti gli studenti non in grado di usufruire autonomamente dei mezzi pubblici e che la discriminante dovrebbe essere questa, trattandosi di un diritto della persona.

 

Qual è la sua proposta in merito e cosa ha sottoposto all’attenzione dell’amministrazione comunale?

 

Tutti gli studenti in possesso del tesserino per la sosta e la circolazione dei veicoli al servizio delle persone con invalidità hanno dovuto presentare una certificazione del medico legale della ASL attestante la difficoltà di deambulare autonomamente. Basterebbe presentare la copia del tesserino per rivendicare il diritto al trasporto scolastico. Per chi non dovesse ancora essere titolare del tesserino, basterebbe la certificazione del medico legale della ASL. Tutti gli studenti con certificata difficoltà a deambulare autonomamente (per deficit motorio, intellettivo, problemi cardiaci ecc.) hanno diritto al trasporto scolastico, senza se e senza ma.

 

Sull’avviso del comune si fa però anche un riferimento ad un rimborso in denaro per le famiglie che accompagnano il figlio con mezzo proprio. Non crede sia un aspetto positivo?

 

Questa è un'altra barzelletta. Innanzitutto, dovrebbe essere una scelta della famiglia accompagnare il figlio o usufruire dello scuolabus. Ma ha visto a quanto ammonta il rimborso stabilito dalla regione e a cui la nostra amministrazione non ha ritenuto neanche di dover apportare un’integrazione? Ben 0,40 centesimi a chilometro! Se lo studente della famiglia A o della famiglia B abitano a 4 chilometri da scuola, la famiglia avrà un rimborso di ben euro 3,20 al giorno! Stiamo parlando di elemosina, se consideriamo ragazzi non autosufficienti. Questo è il sociale di Zingaretti? Questa l’attenzione al sociale della giunta Pocci? Il sindaco ha più volte dichiarato che l’amministrazione ha lavorato per preparare l’avvio dell’anno scolastico. Mi sembra, invece, che sulla questione trasporto si stia ancora improvvisando e ci si stia muovendo all’ultimo minuto. L’avviso è stato pubblicato il 14 settembre e la presentazione delle domande scadrà il 30 dello stesso mese. Come mai le domande non sono state raccolte a luglio, come avveniva in passato, in modo da arrivare a settembre con le idee chiare sul numero degli alunni, sulla loro dislocazione sul territorio e sulle scuole di appartenenza? Se la Regione Lazio, per concedere il contributo ai comuni, chiede di inviare tutta la documentazione relativa agli studenti entro il 30 settembre, quando elaboreranno i dati i dipendenti comunali preposti? Ancora. Sul modulo di domanda c’è scritto che non sarà garantita, per il trasporto, la fascia pomeridiana. Ancora grave disattenzione da parte dell’amministrazione. Con chi si è confrontata chi ha stabilito questa regola? Se avesse consultato i Dirigenti scolastici, saprebbe che la regione, per problemi legati al trasporto pubblico, ha imposto alle scuole due fasce orarie di ingresso, per cui ci saranno studenti che usciranno alle 15 e anche oltre. In pratica, mentre lo scorso anno gli studenti che avevano lezione fino alle 14:20 dovevano uscire un’ora prima per sottostare agli orari del servizio comunale, quest’anno invece di una, perderanno due ore di lezione. C’è anche una forma di discriminazione. Perché agli studenti cosiddetti normodotati il servizio di trasporto scolastico viene riservato senza richiedere che la famiglia non abbia patente o macchina, mentre per gli studenti con disabilità questo diventa requisito imprescindibile? Il diritto al trasporto scolastico per la scuola dell'obbligo è previsto dall'articolo 28 della Legge 118/1971. Il trasporto scolastico per le scuole superiori è, nella sostanza, assicurato dalla Sentenza 215/1987 della Corte Costituzionale e dagli articoli 12 e 13 della Legge 104/1992






















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