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INTERVISTE

lunedì 10 maggio 2021





INTERVISTA

Vaccini, parola all'infettivologo Carlo Ricciuti: "Proteggono dalla malattia, sempre necessaria la prevenzione"






La campagna vaccinale entra nel vivo, ed è sempre più capillare tra la popolazione. Quella del vaccino è la risposta scientifica alla pandemia, eppure non mancano scetticismi, paure, timori anche dovuti alla disinformazione in merito. Abbiamo parlato di ciò con il professor Carlo Ricciuti, gastroenterologo ed infettivologo specializzato alla Sapienza Università di Roma, ponendogli le domande più frequenti che le persone si fanno.    

 

Prima domanda: fare il vaccino anti-covid 19 significa essere immuni al contagio? In altre parole, se mi vaccino sono certo che non prenderò il virus?  

Il vaccino protegge dalla malattia, soprattutto nella sua forma più grave. NON protegge dall’infezione. Infatti una persona vaccinata o comunque immune per pregressa malattia, che viene in contatto in questo caso con il virus, sarà infettata da questo (cioè il virus penetrerà nell’organismo) ma reagirà immediatamente attraverso le difese immunitarie ed impedirà la sua ulteriore diffusione nell’organismo ed in genere l’instaurarsi della malattia. Ricordo che l’infezione è la presenza di un microrganismo patogeno in una persona, senza necessariamente fare danno, la malattia è quando questo provoca un danno all’organismo in cui è penetrato. Quindi, una persona vaccinata se ci viene a contatto può albergare il virus e per un periodo abbastanza breve può anche diffonderlo sebbene in misura molto limitata infettando gli altri. Ecco perché è necessaria l’applicazione delle misure di prevenzione anche in chi è vaccinato.      

 

Un altro quesito frequente riguarda le sperimentazioni: è vero che c'è stato poco tempo per sperimentare questi vaccini e quindi gli effetti collaterali sono imprevedibili?  

Mettere a punto un vaccino è una procedura molto delicata che richiede del tempo ed una accurata serie di sperimentazioni, per verificarne il rapporto fra beneficio e rischio. È anche vero però che siamo in una emergenza mondiale ed i tempi sono stati accorciati. Del resto tutti i ricercatori del pianeta stanno studiando questo virus e le sue cure. Per esemplificare è come se facessimo costruire una casa da una piccola ditta artigianale oppure da una grande impresa, che impiega un ingente numero di operai e grande spiegamento di mezzi. Sicuramente quest’ultima impiegherà molto meno tempo a realizzarla. Comunque allo stato attuale i vaccini sono sicuri con vantaggi in termini di salute enormemente maggiori degli eventuali rischi che, come in tutti i farmaci, possono esistere.      

 

Molta confusione si è generata sulla 'costruzione dei vaccini': che cos'è un vaccino a MRNA? Che differenza c'è con gli altri tipi di vaccino?  

Tutti i vaccini attualmente impiegati stimolano l’organismo a produrre anticorpi nei confronti della cosiddetta proteina ‘spike’ del coronavirus, che è la “chiave” con la quale esso penetra nelle cellule. Bloccandola con gli anticorpi si impedisce al virus di penetrare all’interno delle cellule e di infettarle. I vaccini ad mrna tipo Pfizer o Moderna contengono l’informazione genetica per far produrre alle nostre cellule per un periodo limitato la sola proteina spike virale, nei confronti della quale l’organismo produrrà anticorpi che bloccheranno la penetrazione del coronavirus nelle nostre cellule qualora ci infettasse, impedendo di fatto l’instaurarsi della malattia. Quelli invece a vettore virale tipo AstraZeneca o Johnson e Johnson utilizzano con lo stesso scopo un virus animale, di scimpanzé in questo caso, geneticamente modificato per produrre per qualche tempo la proteina spike, dopo essere entrato nelle cellule umane ed evocando quindi la produzione di anticorpi.      

 

Una questione molto dibattuta è quella della copertura: per quanto tempo si è protetti dopo la vaccinazione? Dopo la fine della copertura occorre rifare il vaccino?  

Allo stato attuale è impossibile dire quanto durerà la protezione indotta dal vaccino perché dovremmo conoscere il futuro. Le nostre conoscenze si vanno formando giorno per giorno. Da studi fatti sinora, a distanza di otto mesi la protezione dura ancora. In ogni caso basterà fare un richiamo con una nuova dose di vaccino, periodicamente aggiornato per fronteggiare le varianti, per essere sempre protetti, come più o meno accade con il vaccino antinfluenzale.      

 

Cosa potrebbe succedere in caso di contagio da covid-19 dopo il vaccino? Ci si devono aspettare sintomi meno lievi oppure può esserci comunque bisogno del ricovero?  

Come già detto non si sono verificati più casi gravi o mortali nei soggetti che hanno completato il ciclo vaccinale.

















































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