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CULTURA

giovedì 1 ottobre 2020





































Imparare la democrazia con la matematica





L’elemento fondamentale che accomuna la matematica e la democrazia – spiega Chiara Valerio, scrittrice e autrice del libro “La matematica è politica” (Einaudi) in una recente intervista rilasciata a Huffington Post – 'è che entrambe sono fondate su un un sistema di regole condivise. Norme accettate collettivamente, ma non assolute, e che dunque possono essere sempre ri-discusse e modificate. Né nella matematica, né nella democrazia, esistono verità immutabili a cui si deve soltanto credere, senza poter nutrire alcun dubbio. In altre parole: sottomettendosi. Che, invece, è il tratto tipico di ogni tirannia”. Il titolo del libro di Chiara Valerio disorienta e incuriosisce. Che vorrà mai dire questa storia che la matematica è politica? Che significa che una disciplina per iniziati come la matematica sarebbe accostabile alla democrazia, che al contrario dà il diritto di votare, e di esprimersi, anche a chi ne ignora o addirittura ne contesta le regole? “Contrariamente a quel che si pensa, la matematica non è fatta da geni solitari. Dietro un matematico che scopre una formula innovativa, ce ne sono tanti altri, vivi o morti, con i quali ha discusso, ha condiviso la propria teoria, l’ha verificata. La matematica è una disciplina naturalmente votata al dialogo, anzi non potrebbe esistere senza. Come la democrazia” Alla radice, Chiara Valerio contesta l’idea che il sapere scientifico sia un affare da specialisti, come generalmente viene considerato: “Io stessa, che faccio caso a questi particolari, mi stupisco se una persona non conosce l’inizio della Divina Commedia, ma non mi sorprendo se qualcuno mi dice che non conosce il teorema di Pitagora. Voglio dire che la conoscenza della matematica, della chimica, della fisica, non è considerata necessaria alla cultura generale. È il motivo per cui se una persona studia la filosofia, la storia o la letteratura può venire subito considerato un intellettuale. Se studia ingegneria, no!” Nel panorama culturale e accademico italiano le discipline scientifiche hanno spesso occupato, e ancora oggi occupano, un posto di seconda fila. E questo nonostante i successi che su scala mondiale hanno messo in evidenza l’eccellenza di scienziati italiani e risultati di primo ordine nel campo scientifico. Non è il caso di menzionare qui nomi e fatti noti a tutti. Ma forse non tutti sanno che Angela Merkel è laureata in fisica. Dopo aver frequentato il corso di laurea in fisica presso l'Università di Lipsia, ha proseguito gli studi all'Accademia delle Scienze di Berlino dove ha conseguito il dottorato di ricerca in chimica fisica. La giovane Angela Merkel ha intrapreso quindi la carriera scientifica, dedicandosi alla ricerca sul decadimento delle molecole di idrocarburi e scrivendo articoli per una rivista scientifica dell'allora Germania Orientale. Durante la pandemia COVID-19, grazie alla sua preparazione scientifica ha saputo rendere comprensibile il significato dei calcoli matematici che stanno dietro gli indici di contagio, mostrando tutta la sua padronanza con i numeri. Tenuto conto che in Italia persistono ancora difficoltà di accesso delle donne alle carriere tecniche e scientifiche che, invece, costituiscono e costituiranno sempre più in futuro un importante bacino di opportunità professionali che si stanno aprendo in tutto il mondo, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, nella persona di Carla Paduano, Capo Dipartimento del Dipartimento per le Pari Opportunità ha emanato un Avviso Pubblico per il Finanziamento di Progetti di Promozione di Educazione nelle materie STEM, denominato STEM2020, link https://www.campustore.it/media/productattach/b/a/bando-stem2020_16062020.pdf L'obiettivo è quello di incoraggiare le bambine e le ragazze a intraprendere carriere in cui si registra una tradizionale presenza maschile quale punto di partenza per un'inversione di tendenza volta a contrastare la sotto-rappresentazione delle donne in settori strategici per la crescita economica. Le proposte progettuali dovranno prevedere l’offerta di percorsi di approfondimento, da realizzare a partire dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, rivolti alle/ai bambine/i e alle/ai ragazze/i nonché alle/agli alunne/i delle scuole dell’infanzia e alle studentesse e agli studenti delle istituzioni scolastiche primarie e secondarie di primo grado e di secondo grado, sulle seguenti materie: matematica, cultura scientifica e tecnologica, informatica e coding. Le finalità all’interno delle quali sviluppare i progetti sono: - contrastare gli stereotipi e i pregiudizi che alimentano il gap di conoscenze tra le studentesse e gli studenti rispetto alle materie STEM e finanziarie; - stimolare l’apprendimento delle materie STEM attraverso anche un approccio di apprendimento del metodo scientifico e modalità innovative di somministrazione dei percorsi di approfondimento; - favorire lo sviluppo di una maggiore consapevolezza tra le giovani studentesse della propria attitudine verso le conoscenze scientifiche. In considerazione dell’elevato numero di domande pervenute, la Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, ha ritenuto opportuno incrementare di un ulteriore milione di euro le risorse destinate all’Avviso pubblico per il finanziamento di progetti di promozione dell’educazione nelle materie STEM “STEM2020” pubblicato il 16 giugno 2020. Questo consentirà di finanziare ulteriori progetti volti a diffondere e a rafforzare la cultura scientifica nella popolazione femminile. Tutti i dettagli sul sito Istiruzionale del Dipartimento per le Pari Opportunità http://www.pariopportunita.gov.it/ Una bella occasione per il mondo della scuola e per i promotori delle politiche per le pari opportunità.













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