MONDO
03/10/2020


Differenze sintomatologiche fra Covid, raffreddore e sindromi influenzali: parola al prof. Ricciuti


Questo articolo sulle differenze sintomatologiche fra Covid 19, raffreddore e sindromi influenzali non vuole generare allarmismi o peggio facili rassicurazioni, ma solo chiarire quelli che possono essere i criteri clinici distintivi fra queste patologie. Infatti una diagnosi sui sintomi non sostituisce assolutamente metodi diagnostici di laboratorio più precisi, che assolutamente vanno eseguiti, soprattutto in caso di fondato sospetto di aver contratto il virus. Come era stato previsto, con l’inizio dell’autunno c’è stato un incremento dei contagi da Coronavirus SARS-CoV-2. Infatti nelle stagioni fredde tornano a diffondersi i malanni causati da virus respiratori responsabili di raffreddori, sindromi parainfluenzali e influenza ed ora anche Covid 19.

Le basse temperature e la maggiore permanenza in luoghi chiusi, più affollati e meno areati, oltre ad una diminuzione delle difese locali causate dal freddo stesso, permettono a questi agenti patogeni di diffondersi più facilmente. A questo si aggiunge purtroppo il comportamento sconsiderato di molti che, ignorando le raccomandazioni atte a prevenire la diffusione del virus, hanno permesso un incremento dei contagi da Covid 19. Per nostra fortuna ad un forte aumento dei contagi non è corrisposto un pari incremento di malati, come si era purtroppo verificato nei drammatici primi mesi di questo anno, ma si tratta prevalentemente di asintomatici. Poiché queste patologie sono tutte causate da virus che si diffondono per via respiratoria, hanno in parte una sintomatologia che si sovrappone. Premesso che il tampone molecolare è l’unica metodica per diagnosticare con quasi assoluta affidabilità l’infezione da coronavirus, si possono comunque cogliere delle differenze nella sintomatologia di presentazione di queste malattie Fra i sintomi in comune vi sono febbre, tosse, raffreddore, mal di gola, mal di testa e altri ancora.

Vediamo ora le differenze fra raffreddore, sindromi influenzali e Covid 19. Nel raffreddore i sintomi come il naso che cola e la congestione nasale si manifestano in modo lieve e graduale, la tosse e la febbre alta sono in genere assenti e così pure la cefalea ed i dolori muscolari, così come moderata è la perdita del gusto e dell’olfatto. Quest’ultimo è un sintomo che si sperimenta sia con l'infezione da coronavirus che col raffreddore. Un importante differenza è che nell’infezione da coronavirus mancano quasi completamente i sintomi di interessamento nasale, e questa perdita è data dal danno neurologico del sistema nervoso centrale provocato dall'infezione, mentre nel raffreddore questa perdita di gusto ed olfatto è data dalla congestione nasale. Inoltre nel COVID-19 si perde la percezione dei gusti dolce e amaro, cosa che accade non sempre ed in modo molto più lieve nel raffreddore. È più probabile che si tratti di influenza e non di semplice raffreddore se i sintomi hanno un esordio repentino e più violento, con malessere generale, dolori articolari e muscolari.

Nell’influenza raramente compaiono i sintomi gastro intestinali, vomito e diarrea con febbre superiore a 37,5°, che invece, specialmente nei bambini, possono far sospettare la COVID-19. Meno marcate sono le differenze tra l'influenza e la COVID-19 perché entrambe le condizioni possono manifestarsi con una sintomatologia molto varia, che va da zero sintomi o un lieve malessere negli asintomatici, ad una sintomatologia grave e potenzialmente letale. Entrambe le malattie possono causare febbre, tosse, dolori muscolari e talvolta vomito e diarrea, in particolar modo nei bambini. Entrambe, inoltre, possono sfociare nella polmonite.

I virus responsabili si diffondono in maniera simile, ovvero attraverso le goccioline che espelliamo quando respiriamo, parliamo, tossiamo e starnutiamo, per questo l'importanza del distanziamento sociale, dell’uso delle mascherine e dell'igiene delle mani. Sia la COVID-19 che l'influenza possono causare gravi complicazioni, soprattutto a livello polmonare ed anche sepsi, insufficienze multiorgano, infiammazioni a cuore, cervello e altri sistemi. L'infezione provocata dal SARS-CoV-2, tuttavia provoca queste condizioni con una frequenza sensibilmente superiore, come del resto evidenzia il tasso di letalità. L’influenza invece non causa la perdita improvvisa dell'olfatto (anosmia) o del gusto (ageusia) come succede nell’infezione da Covid 19. Le infezioni da coronavirus tendono a iniziare con la febbre, seguita da tosse e dolori muscolari. Nell'influenza spesso il primo sintomo è invece la tosse con catarro. La tosse causata dal coronavirus solitamente è secca e nelle fasi iniziali non produttiva di catarro, stizzosa e persistente.

Da non sottovalutare le difficoltà respiratorie esse possono presentarsi sia con l'influenza che con la COVID-19, tuttavia nella seconda evolvono più spesso in polmonite, a causa della 'discesa' del patogeno nelle basse vie respiratorie. Infine la maggior parte delle persone che contrae l'influenza guarisce in pochi giorni, e questo è un importante criterio distintivo se, come capita, si ha difficoltà ad eseguire tamponi. Sempre in presenza di sintomi è raccomandato di stare in casa per evitare la diffusione di un eventuale contagio.



Carlo Ricciuti



















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