MONDO
07/10/2020


La mascherina? Un pilastro per contenere il covid: parola del prof. Ricciuti


Tutta la letteratura scientifica, attraverso innumerevoli studi su casistiche ed evidenze epidemiologiche a livello mondiale, è concorde nell’affermare che l'uso delle mascherine, in attesa di un vaccino, è di fondamentale importanza nel rallentamento della diffusione e della gravità della pandemia da Covid-19 in corso. La mascherina facciale, infatti, sta diventando uno dei pilastri per il controllo di essa e può anche aiutare a ridurre la gravità della malattia, garantendo che una percentuale maggiore di nuove infezioni sia asintomatica. L'uso di questo Dpi (dispositivo di protezione individuale) pone in essere la così detta'vaiolizzazione', che genera immunità e rallenta la diffusione del virus. La vaiolizzazione è infatti una strategia medica in uso da moltissimi decenni, che permette di acquisire una immunità nei confronti di un agente infettivo attraverso il contatto con ridotte quantità di esso, così da far ‘conoscere’ al nostro sistema immune l’agente patogeno permettendogli di ‘imparare’ a difendersi da esso, con il minore rischio di contrarre la malattia in forma grave. Infatti la gravità della patologia è proporzionata alla quantità virale ricevuta ed al tempo di esposizione. Quindi, tanto più grandi saranno le quantità di virus che entra nell’organismo, tanto peggiore potrà essere gravità la malattia. Oggi stiamo assistendo, a causa purtroppo dell’incoscienza di molte persone, ad alti tassi di diffusione virale di Sars-CoV-2 per via nasale ed orale da parte di pazienti pre-sintomatici o asintomatici, quindi non individuabili clinicamente, ma solo attraverso i tamponi. La mascherina facciale, usata da tutta la popolazione, insieme al distanziamento ed all’isolamento dei portatori è in pratica l’unico modo possibile per prevenire la trasmissione da persone infette e/o asintomatiche. Già indossare le semplici mascherine chirurgiche o coperture in tessuto per il viso può anche proteggere chi le indossa. Infatti, indagini epidemiologiche condotte in tutto il mondo, specialmente nei paesi asiatici abituati all'uso di questo Dpi durante la pandemia di Sars del 2003, hanno suggerito che esiste una forte relazione tra l'uso della mascherina ed il controllo di una possibile pandemia. Altri dati recenti dimostrano che le infezioni da Sars-CoV-2 sono diminuite tra gli operatori sanitari dopo che l'uso della mascherina sia stato implementato negli ospedali da fine marzo. Recenti dati virologici, epidemiologici ed ecologici hanno evidenziato come l'uso della mascherina possa effettivamente ridurre la gravità della malattia tra le persone che vengono infettate. Con le infezioni virali, in cui le risposte immunitarie dell'ospite giocano un ruolo predominante nella patogenesi virale, come Sars-CoV-2, alte dosi di inoculo virale possono sopraffare e disregolare le difese immunitarie, aumentando la gravità della malattia. Se dunque l'inoculo virale è importante nel determinare la gravità dell'infezione Sars-CoV-2, indossare maschere facciali riduce la carica virale emessa dal portatore ed il conseguente impatto clinico della malattia nei contatti. Quindi, un largo utilizzo delle mascherine potrebbe contribuire ad aumentare la percentuale di infezioni asintomatiche. Infatti la percentuale di infezione asintomatica, documentata nei luoghi di lavoro dove è stata responsabilmente indossata la mascherina, tra le persone che sono state infettate è oltre il 90%, contro solo una piccola parte di casi lievi o moderati. Inoltre i paesi che hanno adottato l'uso del Dpi obbligatorio ed imposto a tutta la popolazione hanno migliorato la percentuale di casi gravi correlati a Covid19 e di conseguenza anche un rallentamento dei decessi con tassi di mortalità bassi. Concludendo, l'uso della mascherina a livello globale nella lotta contro il Covid19 è fondamentale nella riduzione della percentuale di trasmissione e nella riduzione della gravità della malattia e della mortalità.



Carlo Ricciuti
















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