INTERVISTE
10/10/2020


Rotatoria S. Maria dell'Orto, parla l'Ing. Tagliaferri: "Facciamo un po' di chiarezza"


Le polemiche sulla rotatoria di Santa Maria dell'Orto, che sta vedendo la luce in questi giorni, non accennano a placarsi tra ricostruzioni, ipotesi e varianti di progetto ipotizzate dai cittadini. Sulla questione, tramite un lungo e approfondito post, è intervenuto l'ingegner Marco Tagliaferri .

 

Da un po’ di giorni imperversano sui social i commenti più disparati sulla rotatoria, per lo più postati da comuni cittadini che danno sfogo alle diverse opinioni, in generale senza avere le competenze necessarie né avere la possibilità di valutare la configurazione finale delle opere. Voglio provare a chiarire alcuni aspetti progettuali, con l’intento di rassicurare i più scettici e dare a tutti qualche strumento in più per una corretta valutazione. La rotatoria ha un raggio di 18.50 m al ciglio esterno, ed è classificata come ‘rotatoria compatta’ (range 12.50 - 20 m) e non ‘mini rotatoria’, come sostenuto da taluni.... La corona giratoria ha larghezza 8 m ed è prevista una fascia sormontabile interna di larghezza 1.50 m. Attualmente, per lasciare lo spazio per l’esecuzione delle opere di completamento, la larghezza utile fino ai new jersey di cantiere è di circa 7 m: lo spazio utile finale sarà pertanto maggiore di 2.50 m rispetto all’attuale, facilitando così la manovra soprattutto dei mezzi pesanti (le autovetture non avranno ordinariamente necessità di utilizzare la zona sormontabile). Alcuni sostengono che le corsie di ingresso ed uscita sarebbero troppo strette. Non è così: le larghezze delle corsie d’ingresso (da ciglio a ciglio) sono 4.50 m, mentre quelle in uscita sono di 5.50 m, così come prescritte dalla normativa (D.M. 19/04/2006 - Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle intersezioni stradali). La diversa larghezza è motivata dalla necessità di ridurre le velocità in entrata per garantire la sicurezza e aumentare quella in uscita per favorire la fluidità del traffico. Deviazione ramo in ingresso da Appia sud. Alcuni osservano che l’ingresso in rotatoria da via Appia sud rappresenterebbe un ostacolo al normale (e precedente) deflusso del traffico. Quello “spanciamento” è dettato anch’esso dalla normativa. Gli assi stradali devono tutti convergere verso il centro della rotatoria, ed anche quello di via Appia sud risponde a quel requisito, proprio grazie alla leggera curvatura che è stata realizzata. Ovviamente, la geometria di tale innesto è identica a quella degli altri rami, anche se l’abitudine sedimentata negli anni porta i più a vederlo come un’anomalia. Non è possibile pensare ad una doppia corsia d’ingresso per quel tratto poiché in tal caso il flusso proveniente da quella direzione saturerebbe ben presto la capacità della rotatoria, con conseguente intasamento della stessa e blocco della funzionalità in tutte le direzioni. Anche un ipotetico allargamento della corsia d’ingresso favorirebbe tale fenomeno, ma soprattutto ridurrebbe drasticamente la sicurezza consentendo una maggiore velocità d’ingresso, con grave rischio d’incidente tra coloro che sono in rotatoria (con diritto di precedenza) e coloro che “vanno dritti” entrando da Appia sud. In buona sostanza, tutte le larghezze, i raggi di curvatura, gli spazi di manovra sono stati dimensionati in osservanza alla vigente normativa ed alle buone regole di progettazione; analoghi dimensionamenti sono stati utilizzati in altre rotatorie da noi progettate, e funzionano da almeno un decennio senza che si sia riscontrata alcuna anomalia nello svolgimento della propria funzione. E allora, perché i disagi di questi giorni? Intanto occorre precisare che, a quanto mi risulta (in base ad osservazioni dirette ed anche ai commenti che vedo nei social), c’è una generale riduzione dei tempi di attesa rispetto al passato, in particolare per le provenienze da via dei Cinque Archi. Il ramo proveniente da via Appia sud è però sofferente, ma questo è quello che porta il maggior flusso di traffico, ed era previsto un maggior accodamento da quella direzione anche in virtù dei notevoli “disturbi” che sono presenti in quel tratto: l’innesto della Caranella e le numerose (ed attrattive) attività commerciali. Tale situazione si è amplificata in questi giorni per una serie di fattori: · la novità del percorso (la deviazione), che induce un certo disorientamento negli utenti meno pronti, · le variazioni al contorno della strada: talvolta l’utente è confuso dalle situazioni adiacenti alla strada, sia per semplice curiosità che anche ad esempio per la valutazione di possibili pericoli legati alle lavorazioni in corso, · la sede stradale non ancora regolare (devono essere realizzate le rettifiche finali e la stesa del manto d’usura), · gli spazi a disposizione ancora minori rispetto a quelli di progetto per consentire il completamento delle lavorazioni, · l’assenza della segnaletica orizzontale e verticale appropriata. Mentre per tutti gli altri rami (semi-ultimati da un po’) l’utenza ha trovato un certo “equilibrio” a questi disturbi, per il ramo Appia sud questi fattori ancora rappresentano motivi di rallentamenti eccessivi. C’è poi da specificare che, anche nel caso di formazione di code su questo ramo, non sono “statiche” ma fluiscono, proprio perché la rotatoria garantisce un continuo ingresso da tutte le direzioni: i tempi di percorrenza rilevati in orario di punta (7:30 - 8:30) in più occasioni anche con code di 4-500 m sono di 2-3 minuti, che mi sembrano ampiamente ragionevoli e sopportabili. Una considerazione conclusiva: la rotatoria non ha il potere che ha l’aceto con il calcare, non scioglie le automobili; quel nodo stradale è tra i più congestionati della nostra città e la realizzazione della rotatoria non poteva certo eliminare la mole di traffico che vi confluisce, ma solo meglio regolarlo e metterlo in sicurezza. La scelta a suo tempo fatta dall’Amministrazione Comunale è stata dettata in primis proprio da esigenze di sicurezza, eliminando un incrocio pericoloso, fonte principale degli incidenti che avvenivano a Velletri (il 50% degli incidenti a Velletri avvenivano in quell'incrocio). E’ chiaro che il fine dell’opera è anche quello di favorire la fluidità del traffico, e già adesso - A LAVORI IN CORSO - questo risultato è stato ottenuto, a meno di un ramo in cui c’è in ogni caso da attendersi un maggior accodamento rispetto agli altri ma che, a lavori finiti, beneficerà anch’esso della maggiore fluidità garantita dalla rotatoria. E’ altrettanto chiaro che la rotatoria di S. Maria dell’Orto è un intervento puntuale, che non può esso solo risolvere le dinamiche dei flussi di traffico cittadino. Il problema del traffico a Velletri va affrontato nella sua complessità su tutta la rete cittadina ed in particolare in quel quadrante, pensando ad interventi che abbiano un sostenibile rapporto costi-benefici, con diversificazione e semplificazione dei flussi di traffico, creando anche nuovi percorsi che possano costituire alternative alle direttrici di traffico attuali.



Marco Tagliaferri
















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