INTERVISTE
03/11/2020


Sebastiano Colla racconta Gigi Proietti: "Ha amato il teatro e il teatro ama lui"


Di Gigi Proietti s'è detto di tutto. Non poteva essere altrimenti, vista la popolarità di un personaggio la cui scomparsa ha fatto rivivere agli italiani quella devastante sensazione di quando muore un parente.  Certi 'grandi' sembrano immuni a tutto, perfino alla morte. E poi arriva un 2 novembre qualsiasi, per l'appunto, a ricordarci che non è così. 'Che dice dottò? Je la faccio?', aveva scherzosamente detto Proietti al suo radiologo qualche giorno prima di morire, entrando in una TAC. I suoi problemi cardiaci, però, stavolta non sono stati reversibili e in una triste mattina è arrivata la notizia che nessuno si aspettava. Il genio della vitalità che si spegne, l'uomo delle battute irresistibili che non fa ridere. 

 

Piuttosto che addentrarci in una commemorazione fredda di Gigi Proietti, abbiamo preferito ascoltare la voce di chi lo ha conosciuto e ha avuto l'onore di lavorarci insieme. Un conto, infatti, è vedere la televisione, con i suoi filtri e le sue deplorevoli interruzioni. Un altro è avere a che fare con la grandezza umana, professionale e artistica del Maestro. Sebastiano Colla, che solo pochi giorni fa aveva lanciato un video a difesa del teatro che tanto sarebbe piaciuto a Gigi, ha avuto la possibilità di incontrare più volte, sia sul palco che fuori, il Maestro. E con voce commossa e un po' frenetica, lo ricorda con affetto e senza retorica. (CLICCA QUI PER ASCOLTARE LA POESIA).

 

'Sin da ragazzino avevo le musicassette con le canzoni romanesche di Gigi, i suoi dischi in cui recitava poesie. Li avrò consumati...Prima ancora di decidere di fare l'attore, lo sentivo dentro casa'. Sebastiano è figlio di attrice e regista: sua mamma Carla Petrella è una maestra di teatro, autrice di numerosi testi. Sua moglie, Annamaria Iacopini, è anch'essa attrice e condivide con suo marito l'amore per questa professione. L'incontro con Proietti arriva in maniera casuale, dopo le collaborazioni con molti attori che avevano studiato nel suo laboratorio. 'Fu assurdo. Mi chiamarono per 'Dramma della gelosia', per la regia di Gigi, e dovevo sostituire Pier Francesco Favino. Fu Pino Quartullo a fare da intermediario. Ad una settimana dal debutto mi trovai gettato sul palco, chiamato da Gigi, in mezzo alla scena a recitare in toscano. Ricordo sia l'emozione che il nervosismo a livelli pazzeschi. Tuttavia lui si presentò, anche se non ce n'era bisogno, e nel dare consigli aveva un'incredibile capacità di dare suggerimenti. Il suo cervello va a tremila, pur facendoti ridere con i gesti e con i movimenti aveva sempre le parole giuste'. 

 

Da quel momento, Sebastiano Colla ha recitato in tantissimi teatri. La prima regia sotto le direttive di Gigi Proietti, però, lo ha segnato. E in seguito la sua carriera si è incontrata innumerevoli altre volte con le opere del Maestro. 'Un altro ricordo splendido è quello di 'Sogno di una notte di mezza estate', al Globe Theatre. Gigi curava la supervisione, l'ho rivisto volentieri ed è stato bellissimo lavorare con lui'.

 

 L'aneddoto più divertente, però, l'attore di Velletri lo ricorda proprio per la casualità con cui si è materializzato. 'Recitavo ne 'Il caso Majorana show' ed interpretavo il ruolo di Enrico Fermi. Lo spettacolo girò tutta Roma, in teatri grandi e piccoli, e quando andammo in scena al 'Teatro L'orologio' ci trovammo con una platea molto vicina al palco. Il mio personaggio era seduto e veniva intervistato dai giornalisti. Nel cast, con me, tanti erano gli allievi di Gigi. Quando entrai in scena mi trovai Gigi seduto in platea, a non più di due metri da me. Mi sembrava di recitare di fronte a lui, anzi per lui. Un'emozione enorme. Quello spettacolo gli piacque moltissimo e lo produsse per due stagioni, al 'Teatro Vittoria', dandomi la possibilità di essere nuovamente diretto da lui e stavolta con maggiore confidenza'.

 

Che personaggio era Gigi Proietti? Il ritratto emerge chiaro dalle parole di Sebastiano Colla: 'Avevi sempre un po' di soggezione al suo cospetto, e non di certo per colpa sua. Era un maestro vero, nei modi, e si sentiva. Il suo carattere era aperto e simpatico. Mi raccontavano sempre che a cena era un portento, e posso confermare. Dopo una replica dello spettacolo andammo a tavola e lì raccontava storie, barzellette, aneddoti, cose divertentissime. E' stato esattamente come me lo aspettavo, in privato: un grande uomo professionale ma ironico'.

 

Al di là del ricordo, che può assumere sfumature diverse e imprimersi nella mente di chi l'ha vissuto e di chi lo apprende tramite queste righe, non si scappa dall'idea che tutti ci siamo fatti del Maresciallo Rocca. Anche nella popolarissima fiction poliziesca ambientata a Viterbo, con Gigi, Stefania Sandrelli, Sergio Fiorentini e per la regia di Giorgio Capitani, Sebastiano Colla ha recitato nella puntata 'Senza perchè' (era il 1998) insieme ad altri attori del calibro di Franco Castellano, Nicola Farron, Osvaldo Ruggeri (quest'ultimo scomparso da circa venti giorni). Un'altra occasione per ammirare il Maestro da vicino in 'versione piccolo schermo'. 'Una persona serissima', conclude l'attore veliterno, 'amante del proprio lavoro fino alla fine. Aveva fatto di tutto per il 'Teatro Brancaccio', per il 'Globe Theatre', faticando non poco per valorizzarli. Si è imposto col teatro shakesperiano, mica una cosa da poco. Ha amato tanto il teatro ed è per questo che il teatro (e il pubblico) hanno amato e amano lui'.

 

Non resta che dire, come hanno già fatto in migliaia, grazie Maestro.



Intervista a cura di Rocco Della Corte



















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