INTERVISTE
17/11/2020


Memoria ‘900, la presidente Emanuela Treggiari: “Riflessioni personali e collettive aiutano il futuro”


L’Associazione Culturale Memoria ‘900, come tutte le realtà associative del territorio, vive la propria attività grazie al contatto costante con la gente che partecipa alle iniziative e si riunisce per pensare a nuovi progetti.  Ne consegue una necessaria e forzata riorganizzazione generale durante l’anno caratterizzato dalla pandemia. Con la presidente Emanuela Treggiari si è fatto il punto ormai al tramonto di questo strano duemilaventi, nella speranza che il futuro possa riservare più serenità e rendere dunque realizzabili tutte le idee in cantiere per Memoria ‘900.

 

Emanuela Treggiari, quest'anno è stato molto particolare per tutte le associazioni culturali che vivono di eventi e di contatti con le persone. Una situazione 'epocale' che potrà essere anche motivo di riflessione e di ricerca, una volta superata?

 

La pandemia non può essere considerata una parentesi che, una volta chiusa, ci vedrà tornare alla “normalità”, ammesso che questo termine abbia un senso generale. Abbiamo vissuto il primo confinamento, ed ancora stiamo vivendo, in un tempo sospeso ma non vuoto. Azioni come la ricerca, la riflessione personale e collettiva possono aiutarci per il futuro e costituire delle risorse importanti, una volta che potremo riappropriarci della socialità.

 

Nei mesi del lockdown Memoria '900 ha aderito alla Comunità Solidale Velletri raccogliendo testimonianze, disegni, immagini dalla quarantena. Un esperimento riuscito? Con quale intento avevate partecipato al progetto?

 

L’adesione alla Comunità Solidale è stata un esperimento riuscito. L’improvvisa mancanza di confronti e di scambio ci ha disorientato ma abbiamo potuto recuperare la possibilità di dare voce alle emozioni, alle riflessioni che scaturivano da un’esperienza assolutamente inedita, sul piano personale e sociale.   

 

L'Associazione ha dovuto anche 'forzare' il proprio target proponendo attività on line come l'adesione alla piazza virtuale del 25 aprile e il flash mob letterario sempre per la Liberazione. Un cambiamento di prospettiva più faticoso o più stimolante?

 

I cambiamenti spesso comportano l’abbandono di vecchi schemi e la riorganizzazione in forme nuove. Ci siamo messi alla prova partecipando on line ad un appuntamento importante come la festa del 25 aprile ed è stato bello il flash mob letterario, in cui ciascuno ha ricercato e condiviso le pagine più significative sulla Resistenza e la Liberazione.

 

L'anno 2020 era cominciato con una partecipata conviviale in cui erano stati annunciati vari progetti. Quali, a causa della pandemia, andranno rimessi in cantiere? Ci saranno cambiamenti nella programmazione?

 

Inutile dire che molti progetti non si sono potuti realizzare, a partire da quelli rivolti agli studenti. Non tutti potranno essere ripresi perché la pandemia ha creato una situazione di reale frattura con il prima e alcune tematiche sembrano oggi totalmente superate, come fosse trascorso un tempo non quantificabile in giorni e mesi. Sulle iniziative per il 2021 ci confronteremo con tutti i soci e ci regoleremo in funzione delle possibilità che si apriranno.

 

Uno degli eventi più importanti dell'anno, per partecipazione di pubblico e prestigio, è stato l'incontro con Maurizio Landini al Teatro Artemisio-Volonté. Parlare di Statuto dei Lavoratori è qualcosa che riesce ancora ad entrare nel cuore della gente, vista anche la situazione pandemica che ha fatto emergere proprio le falle del 'sistema lavoro'?

 

L’incontro con Maurizio Landini lo avevamo pensato già agli inizi del 2020 con la Cgil, per parlare dei temi del lavoro, cogliendo la ricorrenza dei 50 anni dallo Statuto dei Lavoratori. In realtà si è trattato di un confronto a tutto campo sulla lontana stagione delle conquiste nel campo del lavoro, sugli anni più recenti che hanno visto la negazione di molti diritti e il riemergere di nuove forme di ingiustizia e sfruttamento, e sulle nuove sfide che si configurano oggi, alla luce delle novità che la pandemia ci pone di fronte. L’interesse per un ragionamento in parte storico e in gran parte di prospettiva ha suscitato interesse.

 

Memoria '900 e giovani: come procede questo connubio?

 

La Memoria va maneggiata con attenzione affinché non sia relegata nella improduttiva rievocazione di fatti che rischiano di non suscitare interesse presso i giovani, a meno che non si rendano essi stessi protagonisti nel dare senso alla rilettura  degli eventi storici. Abbiamo registrato significative esperienze con gli studenti, come nell’evento con Landini, realizzando con alcuni gruppi percorsi che potessero integrare lo studio della storia.

 

Tra le iniziative dell'anno c'è anche la 'Campaniliana', alla quarta edizione. Qual è stato il ruolo dell'Associazione in questo 2020?

 

Abbiamo lanciato un festival dei corti umoristici da realizzare in primavera, se ce ne saranno le condizioni, oltre a collaborare a tutte e quattro le date. Ma abbiamo in cantiere idee nuove per la prossima edizione poiché la “Campaniliana” si sta affermando come appuntamento nazionale unico nel suo genere e credo che meriti la massima attenzione.

 

Nonostante le difficoltà, Memoria '900 ha portato avanti diverse iniziative e per fine anno oltre al consueto annuario dovrebbe uscire una pubblicazione interessante sulle lettere dei prigionieri di guerra. Cosa si può dire in merito?

 

Per il 2021 non rinunceremo alla pubblicazione dell’annuario che dimostra come la associazione Memoria ‘900 sia attiva anche in tempi difficilissimi. Inoltre è in dirittura di arrivo la pubblicazione del libro “I nostri giorni non sono lontani”. Si tratta di un lavoro di ricerca e pubblicazione di lettere dei militari di Velletri prigionieri di guerra, a cui ha lavorato instancabilmente la nostra socia, Antonietta Lucchetti, che ha trovato nell’Archivio storico Comunale del materiale inedito.  Grazie a questa ricerca potremo rileggere pagine della nostra storia locale, cariche di umanità come sempre accade quando ci si confronta, nell’alveo della grande storia, con le piccole storie di uomini comuni che delle grandi pagine sono stati spesso protagonisti silenziosi. La pubblicazione del libro è resa possibile grazie ad un finanziamento della Banca Popolare del Lazio.

 

Che 2021 si può prevedere, incognite permettendo, a livello Associativo? Quale messaggio vuoi mandare ai soci vecchi e nuovi?

 

Ci auguriamo di poter ripartire con la nostra carica di entusiasmo e con la possibilità di riprendere le attività in presenza poiché, per una associazione la socialità, la condivisione ed il confronto sono vitali. Lancio ai nostri soci l’invito a tornare attivi appena le condizioni generali lo consentiranno e a far avvicinare alla associazione nuovi soci.



Intervista a cura di Rocco Della Corte



















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