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MONDO
29/12/2020

La ex moglie che non trova lavoro ha diritto all’assegno divorzile?

di Giuseppe Mommo - Giurisprudenza commentata
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Alla ex moglie che cerca lavoro ma non lo trova va riconosciuto l’assegno divorzile. Alla figlia, che crescendo ha maggiori esigenze, va aumentato l’importo mensile per il mantenimento.  Queste le conclusioni della Cassazione che, con l’Ordinanza 02 ottobre 2020 n. 21141, ha confermato la decisione della Corte d'Appello. Anche per dare un’idea dei tempi della giustizia, in sintesi, si può dire che la vicenda giudiziaria trae origine da una decisione del Tribunale di Catania del 29.11.2013, che aveva determinato in euro 350 al mese l’assegno di mantenimento della figlia, rigettando la domanda di assegno divorzile. La Corte di appello di Catania aveva accolto l’appello proposto dall’ex moglie e con sentenza del 17.12.2015 le aveva riconosciuto un assegno mensile di 150 euro, aumentando quello della figlia ad euro 400. In merito all’obbligo di corrispondere l’assegno divorzile, la Corte di merito, si era basata sul fatto che l’ex marito “era lavoratore dipendente con reddito per il 2014 pari a euro 22.055,20, mentre la signora risultava disoccupata dal 2009 e priva di redditi e non poteva dirsi che quest’ultima non si fosse attivata per cercare un’occupazione”. La Corte di cassazione ha ampiamente motivato le ragioni per le quali la Corte di merito, ha correttamente deciso di porre a carico dell’uomo l’assegno in favore della ex moglie. Motivi fondati sul fatto che “nessuna colpa è attribuibile alla ex moglie in relazione alla sua situazione lavorativa, essendosi attivata in tal senso”. Quanto alle spese processuali, nel caso di specie, “essendosi affrontate questioni circa la vita matrimoniale poste a fondamento della domanda”, il giudice ha deciso di porre a carico dell’ex marito parzialmente soccombente le spese del secondo grado di giudizio, in base ad una valutazione complessiva dei fatti, anche perché la compensazione parziale richiesta dall’uomo è una facoltà e non un obbligo per il giudice.


















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