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SPORT

mercoledì 30 dicembre 2020




























Amarcord rossonero: la Vjs Velletri blocca la Roma e finisce 0-0





In questo campionato virtuale di amarcord rossonero, che ci sta vedendo ripercorrere alcune tappe sparse e significative della storia della Vjs Velletri, finora sono arrivate due sconfitte (Lazio e Milan), un pareggio (Salernitana) e una vittoria (Frosinone).  Approdiamo dunque alla fine degli anni Sessanta (stagione 1966-1967), una delle fasi più positive per la compagine rossonera guidata dal tecnico Marcellini. I veliterni militano in Seconda Categoria, e ottengono la prima promozione della loro storia (in Prima Categoria) grazie ad un campionato stravinto con ben 75 reti all’attivo in sole trenta gare, un vero e proprio record per quei tempi. Il primo posto spinge la piazza all’entusiasmo, c’è molto seguito intorno alle sorti del club, che da lì a due anni centrerà poi anche la sua prima volta nei semiprofessionisti con un altro campionato dominato. In questo periodo vestono la maglia della Vjs tanti calciatori di ottimo livello: per citare alcuni autori della prima storica promozione ricordiamo Francisci, Macozzi, Fontana, Salamon, Dell’Andrea, Calcatelli, Conti, Tartaglia, e due lussi per la categoria come Francalancia (ex Mantova e Roma) e Mastroianni (prodotto della Lazio), cugino del grande attore e regista Marcello. Proprio Mastroianni, centrocampista, aveva avuto un’importante carriera militando tra Serie C e D nelle fila di Sansepolcro, Siena, Salernitana, Certosa e poi Vjs Velletri. Un aneddoto è significativo per descrivere il suo carattere ribelle che gli impedì di sfondare con la maglia della Lazio in massima serie: era il 12 dicembre 1954, nella trasferta di Novara Mastroianni è negli spogliatoi fra gli undici che si apprestano a scendere in campo, e si rifiuta di indossare la maglia numero 11 pretendendo di ricevere il numero 10. La lite si risolve con il suo relegamento in tribuna. Sulla sponda opposta del Tevere, la Roma viveva una delle sue stagioni meno esaltanti con Oronzo Pugliese alla guida. I giallorossi chiuderanno il campionato 1966-1967 con undici vittorie, undici pareggi e dodici sconfitte accontentandosi del decimo posto e uscendo dalla Coppa Italia per mano del Palermo. Una parentesi poco felice sotto tutti i punti di vista, fatta esclusione per la scoperta di un gran talento come Fabio Capello. La lupa aveva in rosa Ginulfi, Pizzaballa, Carloni, Carpenetti, Losi (capitano), Olivieri, Sensibile, Sirena, Carpanesi, Ossola, Peirò (capocannoniere con nove reti), Pellizzaro, Rizzato, Russo, Schutz, Spanio, Tamborini, Barison, Colausig, Enzo e Nevio Scala. Per scacciare la crisi, i ragazzi di mister Pugliese accettarono di affrontare allo “Scavo” la Vjs Velletri. Doveva essere una gara a senso unico, vista la differenza di categorie abissale, e proprio il tecnico di Turi pare che si lasciò andare a delle dichiarazioni non proprio lusinghiere nei confronti dei veliterni, definendo quella di Velletri come una scampagnata contro i “fraticelli”. Un’etichetta, che forse rimandava al famoso fra’ Cazzo, che non piacque ai rossoneri: in oltre 8000 assieparono gli spalti dello stadio e dopo una partita giocata punto a punto il risultato recitò uno 0-0, prestigioso per la Vjs e deprimente per la Roma. Pugliese fu criticato aspramente da diversi giornali che lo accusarono di non aver saputo vincere neanche contro i “fraticelli”, considerato che tra la Roma e la Vjs Velletri intercorrevano ben cinque categorie (A, B, C, D, Prima). L’esperienza di Pugliese, in tre anni, non portò grossi risultati ai giallorossi: un ottavo posto e due decime posizioni, che indussero l’allenatore a cercare riscatto a Bologna prima e Bari poi. Rimase comunque storica la vittoria romanista sull’Inter di Helenio Herrera. Pugliese tornerà poi a Velletri nel 1971, da spettatore, sedendo accanto ad Ugo Tognazzi in panchina per assistere all’amichevole tra i rossoneri laziali e il Milan. In casa Vjs il pari con la Roma arrivò in un periodo storico da ricordare: come detto, la prima Serie D che sarebbe arrivata due anni dopo fu una conquista che valse nove stagioni consecutive nei semiprofessionisti, la vittoria del Trofeo Berretti nel 1972 (1-0 al Treviso, gol di Enzo Taddei) e tanti podi purtroppo insufficienti per approdare in C. Della partita è disponibile anche una ripresa, che riporta la data 1966-1967 relativa alla stagione ma non indica il giorno esatto della disputa.













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