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INTERVISTE

13/01/2021

"La scuola...al Centro": in vista degli open day, intervista alla dirigente scolastica Antonella Isopi


di Intervista a cura di Rocco Della Corte
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L'Istituto Comprensivo 'Velletri Centro', nel cuore della città, apre le porte verso il prossimo anno scolastico. Un anno che sarà senz'altro contraddistinto dalle modificazioni dovute al covid, e applicate ad un mondo nevralgico per la formazione dei cittadini del domani. Con la professoressa Antonella Isopi, dirigente scolastico dell'IC, abbiamo fatto una breve chiacchierata durante la quale si è parlato dell'Istituto (con i vari plessi) e delle iniziative di orientamento/open day per accogliere, in sicurezza e talvolta anche virtualmente, i genitori.

 

Professoressa Isopi, ci descrive il suo istituto con le varie peculiarità e i locali dedicati alla didattica?

L’Istituto Velletri Centro ha come caratteristica peculiare quella di essere al “Centro” della nostra città, con i suoi plessi distanti solo poche centinaia di metri l’uno dall’altro: le scuole dell’infanzia di Marandola e di via delle Mura, la scuola primaria “G. Marcelli” e la scuola secondaria di I grado “Andrea Velletrano” sono grandi scuole di tradizione per Velletri. Non a caso i nostri alunni ci seguono dall’infanzia all’adolescenza, imparando a sentirsi parte di una unica grande comunità. Siamo molto fieri di questo approccio: non solo gli edifici sono centrali, ma, soprattutto gli alunni sono al Centro del progetto educativo. Potrei citare tanti progetti, tante attività, tante iniziative in cui i nostri allievi sono coinvolti (dai corsi per le certificazioni linguistiche di inglese e di francese, ai progetti per sostenere il piacere della lettura, al laboratorio di ceramica, alle attività di scienze motorie che vertono su vari sport – l’ultimo dei quali è il tennis da tavolo, ai corsi di potenziamento di matematica e di latino, solo per ricordarne alcuni), ma non è il numero delle cose che si fanno a scuola: è la qualità delle iniziative che portano ai risultati che ci fanno essere fieri dei nostri studenti. I bambini e poi i ragazzi che ci vengono affidati, non sono vasi da riempire con informazioni gettate a caso, ma menti pensanti, che devono essere nutrite con tanti stimoli, che poi il tempo farà germogliare. Fuori di metafora, io credo che un Istituto Comprensivo debba offrire tante opportunità ai suoi studenti, soggetti in formazione che debbono poter sperimentare, anche per poter cambiare idea. Ad esempio l’Andrea Velletrano è da anni Test Center AICA per il conseguimento dell’ICDL, la patente europea del computer, ma sin dall’infanzia si svolgono attività di coding, una nuova disciplina che abitua al ragionamento e alle procedure, proprio quei settori in cui a volte gli studenti italiani sembrano in difficoltà rispetto ad altri. E quest’anno parteciperanno ad un progetto di Storytelling, per riuscire a raccontare storie personali e del mondo che ci circonda, imparando ad utilizzare un modo alternativo a quello classico della scrittura per esprimere le proprie idee e condividerle: il digitale.

Anche lo studio della lingua inglese viene svolto sin dalla scuola dell’infanzia, certo sotto forma di gioco, ma quando i ragazzi incontreranno i loro coetanei europei (per esempio grazie al programma europeo Erasmus Plus, in cui la nostra scuola è capofila) potranno scambiarsi notizie ed esperienze, utilizzando l’inglese come lingua veicolare, anche se i partner sono in Portogallo, a Cipro, in Spagna, in Francia e in Bulgaria.

 

Come la pandemia ha cambiato il ruolo di dirigente scolastico e quali sono le principali difficoltà gestionali?

 

La vicenda del Covid 19 ci ha ovviamente sorpresi completamente; ricordo perfettamente il 4 marzo 2020, quando la ministra Azzolina annunciò la chiusura di tutte le scuole d’Italia. Non capivo bene se fosse uno scherzo o comunque un provvedimento destinato a durare poco. E invece, dopo un primo periodo di smarrimento, abbiamo cominciato ad usare le risorse che la didattica digitale ci offriva: in pochissimo tempo abbiamo superato un gap culturale, prima che tecnologico, per stare vicini ai nostri alunni. Sento di dover ringraziare prima di tutto loro, gli studenti, che hanno continuato ad impegnarsi, pur con tutte le difficoltà che questo periodo eccezionale non fa mancare. Anche i genitori sono stati preziosi, sostenendosi a vicenda, talvolta, nell’aiutare chi aveva più difficolta nell’uso dei mezzi tecnologici. E naturalmente gli insegnanti, prima timidamente, poi caparbiamente impegnati “a fare scuola”, sempre e comunque.

Anche il mio lavoro è cambiato. Io, abituata da sempre ad accogliere con un “Buongiorno” o con una battuta i ragazzi, sono stata costretta a modificare la mia attività, trovandomi d’improvviso a fare il geometra, il medico, l’informatico e altre strane mansioni che inizialmente non avevo contemplato. Comunque, alla ripresa delle lezioni, quest’anno, prima con qualche timore, poi con maggiore dimestichezza con le regole per la sicurezza, ho ricominciato ad incontrare gli alunni, a farmi raccontare le cose, a rimproverali – se necessario – o a sostenerli, soprattutto. I nostri alunni sanno di poter contare su di noi, e questo ci dà la forza di lavorare con sempre maggiore impegno.

 

Chi viene presso il vostro Istituto che caratteristiche troverà, magari da descrivere con tre aggettivi da motivare?

 

Tre aggettivi? Io direi: accogliente, accogliente, accogliente. Lasciatemi essere un po’ presuntuosa, ma è la parola che più spesso sento dire dalle famiglie che scelgono la nostra scuola. Oltre alla preparazione che impartiamo ai nostri alunni, ci sentiamo impegnati in un progetto comune: quello di crescere i cittadini di domani. La disponibilità mia, ma anche degli insegnanti, è in un patto non scritto con studenti e famiglie, perché solo condividendo le risorse, ma anche le difficoltà, si riesce a raggiungere risultati lusinghieri. Questa è la nostra sfida.

 

Sono in programma iniziative per le famiglie ai fini della presentazione della scuola?

 

Quest’anno la necessaria prudenza ci ha impedito di organizzare l’apertura della scuola, che negli anni passati è stata una vera e propria festa, in cui si respirava quell’atmosfera di condivisione che ho citato prima. Abbiamo cercato di ovviare con un tour virtuale, visibile da un link sul nostro sito, ma offrendo anche a piccoli gruppi di genitori di visitare, su appuntamento, i plessi. Basta inviare una mail o telefonare e gli insegnanti saranno lieti di presentare la nostra scuola e la nostra offerta formativa. So che in questo periodo di iscrizioni si spendono tante parole, ma sono certa che i nostri risultati parlano per noi, non voglio peccare oltre di orgoglio.

 


















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