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MONDO

domenica 21 febbraio 2021























































QUESITI ALLA REDAZIONE

Installazione ascensore: i condomini contrari possono esimersi dal partecipare alle spese?



di Giuseppe Mommo - Giurisprudenza commentata

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Rispondo ad un quesito, giunto in redazione, considerato l’interesse generale che riveste la questione posta. “Abbiamo approvato una delibera assembleare con il 64% dei millesimi di proprietà presenti (9 proprietà tutte presenti e di cui 3 non favorevoli), delibera per procedere all'installazione di un Ascensore; I 3 Condomini non favorevoli possono esimersi dal versare le quote di loro partecipazione, per poi in un secondo tempo eventualmente subentrare versando tutto quanto dovuto ed anticipato dagli altri Condomini? Oppure debbono comunque assolvere all'obbligo derivato dalla maggioranza? GRAZIE anticipate e felice esito delle Vs iniziative. Cordiali saluti. Marco Gratta” Occorre premettere che la giurisprudenza civile ed amministrativa, da diverso tempo, si è orientata nel senso che le norme sull’abbattimento delle barriere architettoniche non si applicano solo ai portatori di handicap e disagi fisici e/o motori, ma anche alle persone anziane. In sostanza, i giudici interpretano dette norme in modo sempre più estensivo. Ha suscitato perplessità una sentenza che ha incluso “anche coloro che devono ricevere una potenziale visita da questi soggetti (ad esempio la figlia che abita in un appartamento cui, altrimenti, la madre anziana non potrebbe accedere)” (Cons. Stato sent. n. 4824/2017). Il concetto di disabilità, è da intendersi ormai in senso ampio, come fattore legato non necessariamente alle disfunzioni fisiche ma anche all’età. Il risultato è che gli anziani che vivono in condominio possono far valere la normativa sull’abbattimento delle barriere architettoniche. Questo per dire che in moltissimi casi (quando vi sia la presenza di anziani), una delibera favorevole per l’installazione di un ascensore ex novo, si può ottenere quando vi sia la maggioranza dei presenti all'assemblea e almeno la metà del valore dell'edificio. Quindi, senza la necessità di raggiungere la maggioranza prevista per le innovazioni. Fatta questa doverosa premessa, rispondo alla domanda posta nel quesito tendente a sapere se i non favorevoli possano esimersi dal versare le quote di loro spettanza, oppure “debbono comunque assolvere all'obbligo derivato dalla maggioranza”. I dissenzienti, “potrebbero” (teoricamente!) esimersi dal versamento della quota di loro spettanza e subentrare successivamente, perché l’impianto di ascensore è uno di quegli impianti comuni, per i quali si considera possibile il cosiddetto “godimento separato”. Nel caso di “innovazione”, per introdurre un servizio a “godimento separato”, ai contrari è consentito non partecipare alle spese, senza usufruire del servizio, con la facoltà di esercitare successivamente il subentro, “pagando una quota pari al valore attuale della moneta”. Tuttavia, tale possibilità è subordinata al fatto che l’innovazione comporti una spesa che possa essere considerata “gravosa e/o voluttuaria, in rapporto alle condizioni e all'importanza dell'edificio”. Ovviamente, una spesa che potrebbe essere considerata gravosa per un condominio periferico abitato da operai e lavoratori precari, verrebbe considerata modesta e non significativa per un condominio abitato da persone con capacità di spesa, anche se non agiate. In sostanza, se venisse a mancare il buon senso dei condomini, solo il giudice potrebbe stabilire se, in relazione al caso concreto, l'opera deliberata debba essere considerata innovazione gravosa. In giurisprudenza, già da diverso tempo si è escluso che la spesa per installare un ascensore possa essere considerata voluttuaria, termine che indica la non necessità, quasi la superfluità. Orientamento recepito dal legislatore che con la legge. n. 120/2020, all’articolo 2, comma 1, ha stabilito che le innovazioni per la eliminazione delle barriere architettoniche “non sono considerate in alcun caso di carattere voluttuario”. In conclusione, stando alla costante giurisprudenza sul punto, nel caso di installazione di un ascensore, a meno che non si tratti di edifici condominiali modesti o degradati, la possibilità per i dissenzienti di non partecipare ad una spesa che sia alla loro portata è solo teorica, in quanto si esporrebbero alla notifica di decreti ingiuntivi e volendo opporsi, ci vorrebbero ragioni valide perché remerebbero contro la tendenza specificata in premessa. Per i dissenzienti che non dovessero versare la quota, il rischio di doverla pagare con l’aggiunta delle spese giudiziali (il più delle volte superiori alla quota!) sarebbe altissimo.













Note Legali


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