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CULTURA

domenica 28 febbraio 2021





































LA CASA SEPOLTA

Quello che resta della grande villa (oggi sepolta) del princeps Augusto a Velletri





A furia di dire che a Velletri non c'è niente ci si annoierà. Ripetere, invece, che non sappiamo valorizzarci è un obbligo. Soprattutto per non rifare lo stesso errore in futuro.

 

Che il princeps della romanità, l'imperatore Cesare Ottaviano Augusto, fosse di origini veliterne è sicuro e lo certificano tutte le fonti. Qualcuno azzarda a dire, non senza fondamento, che il figlio di Gaio Ottavio, nobile velletrano residente in zona San Cesareo a Velletri, sia persino nato ai Castelli ma abbia poi corretto la storiografia collocando la propria nascita a Roma per ragioni di prestigio. E non sarebbe difficile crederlo.

 

Cosa resta della villa degli Ottavi, dove Augusto passava le estati e dove vivevano i suoi genitori? La risposta non è completamente nichilista.

 

Imboccando la via Appia Nord, subito fuori da viale Roma, si giunge a via Appia Nord/Madonna degli Angeli, una traversa che si inerpica su di un colle oggi fittamente abitato e a tutti gli effetti zona residenziale. Non sembra affatto un sito archeologico, e in effetti si può considerare come un sito sepolto. 

 

Sotto il muro che sostiene un uliveto, su strada, però, sporgono i resti di una costruzione. Sono le uniche tracce visibili a occhio nudo della villa suburbana degli Ottavi, che Svetonio precisa essere proprio in quei luoghi:  «ancora oggi si indica la casa dove fu allevato in una zona suburbana di Velitrae, modesta e molto simile a una cucina; la gente del luogo è convinta che egli vi sia anche nato». Poco più avanti sembra sia stata ritrovata una grossa cisterna romana, sempre appartenente al complesso architettonico.

 

Lo scrittore e giornalista Manlio Lilli (autore peraltro della Carta Archeologica Veliterna, 'appena' 1000 pagine di censimento parziale dei luoghi di interesse archeologico) in un articolo pubblicato sul 'Fatto Quotidiano', intitolato 'Augusto sepolto dagli abusi', ripercorre la vicenda di questi resti i cui scavi sono iniziati nel 1909. Alla fine degli anni Trenta furono Oreste Nardini e soci a proseguire le ricerche sul sito, rinvenendo mura in opus mixtum, un ninfeo, un battistero paleocristiano (dedicato a S. Cesareo, da cui prende nome la zona) e la suddetta cisterna. Nel 1957 arriva il vincolo archeologico: una protezione in realtà mai sufficiente, dato che col passare del tempo tutto è finito sotto le fondamenta delle case e oggi è veramente impossibile avere un'idea della maestosità di quella struttura. 'Gran parte delle strutture note', scrive Lilli, 'sono obliterate da costruzioni sovrastanti'. Pensiamo quelle meno note... 

 

Già negli anni Quaranta si lamentava, a ragione, la fretta con cui comparivano nuove colate di cemento che avrebbero presto fatto soffocare la casa di Augusto. E infatti.

 

C'è comunque speranza di avere un'idea generale di quella che fu la villa dove Augusto forse nacque, sicuramente visse in giovinezza e si formò con i suoi precettori: una ricostruzione grafica e una pianta molto vicina alla possibile realtà. La villa era ubicata sull'altura, imponente, con moltissimi ambienti diversificati come si vede dalla pianta.

 

Certo è una magra consolazione, magrissima. Almeno però serve ad essere consapevoli, dato che è poco probabile pensare che vengano abbattute case, costruzioni e colture per far posto ad un potenziale parco archeologico panoramico vista la posizione collinare. Protetto dall'Artemisio e affacciato sul Circeo. Detta così vien quasi la voglia di procedere agli abbattimenti, vero? Meglio non sognare.

 

Chissà Velletri come apparirebbe agli occhi di tutti - se fosse una cenerentola ribelle - con l'Appia Antica fruibile, la Villa di Augusto visitabile, magari delle case-museo come quella di Tognazzi anche per Gassmann e De Filippo/Volontè. Senza contare altri siti sepolti (Centocolonne, Ponte di Mele, e i volontari del Gruppo Archeologico Veliterno potrebbero allungare all'infinito questo elenco).

 

Insomma, a Velletri non c'è niente perchè abbiamo seppellito tutto. E non abbiamo alcuna voglia di ospitare gente e copiare quella sgradevole cosa che sono i parchi culturali tipo Villa Adriana, Pompei, Ostia Antica? Neanche in piccolo? 













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