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INTERVISTE

mercoledì 10 marzo 2021






















































































































CLINICA MADONNA DELLE GRAZIE

Patologie diabetico-metaboliche, il dottor Davide Francomano (Madonna delle Grazie): “Essenziale la prevenzione”





La Casa di Cura “Madonna delle Grazie”, avvalendosi di personale medico altamente qualificato e di continui studi e aggiornamenti specialistici, è all’avanguardia nella cura delle malattie diabetico-metaboliche. La struttura di Velletri è sempre di più un punto di riferimento per la diabetologia. Dispone di un reparto di degenza dedicato alla branca endocrinologica e di dotazioni tecnologiche e diagnostiche che consentono di effettuare un percorso clinico completo che inizia dalla prevenzione, con screening mirati presso il centro diabetologico. Ne abbiamo parlato con il dottor Davide Francomano.

 

Dottor Davide Francomano, presso la Clinica “Madonna delle Grazie”, tra le tante patologie trattate, vi è una particolare attenzione verso le patologie diabetico-metaboliche. Quali sono le più diffuse e quali quelle che le capita maggiormente di affrontare?

Le patologie di maggior riscontro sono l’obesità, la sindrome metabolica ed il diabete mellito di tipo2. Sono espressione di un disturbo metabolico correlato alla alterata produzione di insulina da parte del pancreas, che produce un circolo vizioso che conduce, chi ne è affetto, ad aumentare di peso e pertanto a peggiorare la propria condizione. Condizioni come queste sono alla base dello sviluppo di malattie cardiocircolatorie come infarti, ictus e ischemie che possono colpire diversi organi (il cuore, il cervello, gli arti inferiori) e possono indurre, inoltre, a disturbi visivi e renali che possono portare fino alla cecità od alla necessità di trattamento emodialitico.

 

In merito a queste patologie quanto è importante la prevenzione e quali misure mettete in campo la Casa di Cura “Madonna delle Grazie” per lavorare su questo aspetto?

La prevenzione è essenziale in quanto un corretto apporto nutrizionale, associato ad un’appropriata attività fisica, sono alla base della riduzione del rischio di sviluppare malattie dismetaboliche e fanno parte dell’approccio terapeutico. Inoltre, la prevenzione viene effettuata andando a monitorizzare quelli che si chiamano fattori di rischio: un’alterata glicemia a digiuno, alterati livelli di trigliceridi e colesterolo nel sangue e monitoraggio della pressione arteriosa. Il controllo dei fattori di rischio è essenziale per mantenere lo stato di salute e benessere.

 

Che cos’è la sindrome metabolica e come ce la può sintetizzare?

La sindrome metabolica è una condizione clinica caratterizzata da un insieme di fattori predisponenti che uniti insieme collocano il soggetto in una fascia di rischio elevata per malattie come diabete, problemi cardiovascolari in genere e steatosi epatica (fegato grasso).  Per diagnosticare la sindrome metabolica devono essere presenti almeno tre dei seguenti fattori

- Pressione arteriosa superiore a 130/85 mmHg

- Trigliceridi ematici superiori a 150 mg/dl

- Glicemia a digiuno superiore a 110 mg/dl (100 mg/dl secondo l'ADA)

- Colesterolo HDL inferiore a 40 mg/dl nell'uomo o a 50 mg/dl nelle donne

- Circonferenza addominale superiore a 102 centimetri per gli uomini o a 88 centimetri per le donne.

Come si può intendere, il controllo del peso e dei fattori di rischio associati quali glicemia, colesterolo e obesità, è fondamentale per prevenire l’insorgenza delle malattie cardiovascolari.

 

Tra le malattie endocrine più complesse da gestire c’è il diabete. È di prossima apertura, tuttavia, un centro diabetologico proprio presso la Clinica. Quali obiettivi si pone, dal punto di vista medico, l’offerta specialistica che andrà a fornire un importante servizio sanitario sul territorio?

Il diabete è una malattia insidiosa e difficile da diagnosticare nelle sue primissime fasi, inoltre è spesso sottostimato e sotto-trattato. La diagnosi precoce ed il corretto trattamento sono fondamentali per prevenire le insidiose complicanze quali la neuropatia (disturbo dei nervi che genera fastidi e dolori diffusi maggiormente agli arti inferiori), l’arteriopatia (disturbo dei vasi sanguigni che procura difficoltà alla deambulazione fino alla creazione di ulcere), la retinopatina (disturbo della vista), l’insufficienza renale cronica e la cardiopatia ischemica (che posso condurre alla dialisi e all’infarto).

Presso la Clinica Madonna delle Grazie è stato attivato un Centro per la Diagnosi e la Cura del Diabete, che comprende un ambulatorio dedicato e finalizzato alla diagnosi e trattamento a lungo termine del diabete mellito. E’ presente un reparto di Medicina ed Endocrinologia per il trattamento del diabete scompensato e delle sue complicanze. C’è infine una sezione dedicata alla prevenzione che prevede l’erogazione di “pacchetti ambulatoriali complessi” che comprendono visita specialistica diabetologica, analisi ematochimiche specifiche e valutazione dei fattori di rischio cardiovascolare come lo studio dei vasi arteriosi periferici, lo studio del sistema nervoso mediante EMG e lo studio delle coronarie mediante scintigrafia miocardica.

 

Covid-19 e malattie diabetico-metaboliche: c’è correlazione? Un’infezione da coronavirus può colpire più duramente un paziente che ha questo tipo di patologie?

I recenti studi scientifici in merito hanno dimostrato una maggiore associazione tra infezione da Covid19 e malattie metaboliche quali il diabete mellito. Inoltre è stato individuato che l’infiammazione presente nei pazienti affetti da malattie metaboliche può indurre a conseguenze peggiori rispetto ad un paziente sano.

 

La prima prevenzione di ogni patologia è nello stile di vita: quali sono i soggetti più predisposti a sviluppare problemi diabetico-metabolici?

I pazienti che sono a più alto rischio di sviluppare malattie metaboliche sono coloro che hanno un profilo dietetico nutrizionale a favore dei grassi saturi e degli zuccheri e un ridotto introito di proteine semplici e carboidrati integrali, coloro che soffrono di sovrappeso/obesità maggiormente a livello addominale. Il sovrappeso a livello addominale (chiamato grasso viscerale) è il maggior responsabile delle malattie metaboliche, diabetiche e cardiovascolari.

 

Tra le complicanze, quali sono quelle più diffuse o quelle a cui prestare maggiore attenzione?

Le complicanze più comuni sono l’insorgenza di malattie cardiovascolari come infarto miocardico e ictus ischemico, la neuropatia (disturbo dei nervi che procura ridotta sensibilità agli arti inferiori), la retinopatia (disturbo degli occhi che comporta disturbi visivi) e l'insufficienza renale (disturbo della funzione dei reni che comporta nella fase finale la necessità di trattamento dialitico). Inoltre il disturbo più comune per gli uomini è la disfunzione erettile.

 

 

Attraverso quali esami strumentali od ematochimici può essere effettuata una diagnosi tempestiva?

La diagnosi precoce si attua mediante il dosaggio della glicemia, l’emoglobina glicata (che controlla i livelli di glicemia degli ultimi 3 mesi), la curva glicemica, il dosaggio del livello dei lipidi nel sangue (colesterolo totale, HDL, LDL e trigliceridi) e il monitoraggio della pressione arteriosa.

Nello specifico: il diabete è diagnosticato quando:

- l’emoglobina glicata (HbA1c) è uguale o superiore a 6.5%

oppure

- la glicemia misurata in laboratorio è uguale o superiore a 126 mg/dl (al mattino, dopo 8 ore di digiuno, in due occasioni)

oppure

- la glicemia è uguale o superiore a 200 mg/dl alla seconda ora dopo un carico orale di glucosio (in due occasioni)

oppure

- a glicemia è uguale o superiore a 200 mg/dl in un momento qualsiasi della giornata in presenza di disturbi (sintomi) tipici della malattia (basta una sola circostanza)

 

Esistono anche condizioni in cui i livelli di glucosio nel sangue non sono ottimali e che rappresentano un aumentato rischio di sviluppare il diabete in futuro. Queste condizioni sono così diagnosticate e definite:

 

- emoglobina glicata fra 6.00 e 6.49% (alto rischio di diabete)

-  glicemia a digiuno fra 100 e 125 mg/dl (alterata glicemia a digiuno anche chiamato pre-diabete)

- glicemia due ore dopo glucosio orale fra 140 e 199 mg/dl (ridotta tolleranza glucidica anche chiamato pre-diabete)

=> Circa un soggetto ogni 5 in queste condizioni sviluppa diabete in 5 anni.

 

A quale età è suggeribile, anche in assenza i campanelli d'allarme, avviare un percorso di monitoraggio preventivo e con quale periodicità va ripetuto? Quali sono invece i campanelli d'allarme che possono essere gestiti per tempo e spostare in avanti l'insorgenza del diabete cronico?

 

Non esiste un'età per la quale bisogna iniziare un monitoraggio in quanto tutte le età sono potenzialmente a rischio in base alla presenza dei fattori predisponenti. Anche i bambini, purtroppo, possono essere a rischio soprattutto se presentano sovrappeso ed obesità. Si raccomanda pertanto un check-up di base annuale per tutti ed un check-up avanzato per coloro che presentano fattori di rischio ed una familiarità per le malattie dismetaboliche. I campanelli d'allarme più comuni riconducibili ad uno scompenso diabetico-metabolico possono essere perdita di peso, sete, minzione frequente e disturbi alla vista.

 













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