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INTERVISTE

lunedì 8 marzo 2021




























PANDEMIA E RICERCA

"Il covid e le sue varianti: facciamo chiarezza". Parola all'infettivologo Carlo Ricciuti





In questi ultimi mesi oltre al Virus COVID 19 originario, si parla molto delle sue varianti, ingenerando preoccupazione e spavento nelle persone, che vedono in queste varianti la nascita di ‘mostri’ che rendono vano quanto fatto finora e nero il futuro. La realtà è un po’ diversa, e cerchiamo di comprendere perché. La modificazione di parte del proprio codice genetico è un normale meccanismo di difesa che, come in questo caso, ogni virus, specialmente quelli ad RNA, ha sempre messo in essere quando circola molto diffusamente in una popolazione, per meglio adattarsi e sfuggire alle difese immunitarie dell’organismo che infetta. Attraverso questo meccanismo di adattamento, il virus si adegua alle nuove e più efficaci condizioni di difesa dell’organismo ospite, indotte sia naturalmente, che attraverso le terapie farmacologiche o le vaccinazioni. Per meglio chiarire, questo è concettualmente analogo al meccanismo che rende i batteri e gli stessi virus resistenti agli antibiotici o ai farmaci antivirali, e costringe la ricerca farmaceutica a trovarne sempre di nuovi. A seconda dell’importanza e della consistenza di queste mutazioni il virus può diventare più o meno contagioso o patogeno, sempre però mantenendo le caratterististiche microbiologiche della specie di appartenenza. Possono svilupparsi, come in questo caso, varianti più contagiose, come quella inglese, che ha praticamente soppiantato in Italia quella originale di wuhan o quella brasiliana, sud africana ecc., ed eventualmente più patogene. Di conseguenza il nostro sistema immune per difenderci deve adattarsi ad esse, tanto che gli stessi vaccini attuali sembrano essere un po’ meno efficaci nei confronti di esse. Naturalmente la preparazione dei vaccini tiene conto di queste mutazioni, ed adatta i vaccini ad esse, come accade annualmente per il virus influenzale. Ma questo richiede tempo; ed in questo modo sarà molto difficile liberarci definitivamente da questo virus. Cosa possiamo fare per difendere noi stessi ed avere un ruolo attivo proteggendo anche gli altri? Poiché questa ‘guerra’ non si vincerà correndo appresso al COVID, ma anticipando le sue mosse. Infatti essendo assodato ed evidente che il virus più circola più muta, dobbiamo limitare al massimo la sua circolazione, sia attraverso la vaccinazione di massa, sia alzando al massimo la guardia contro di esso. Come? Con la più scrupolosa applicazione delle norme di sicurezza che abbiamo imparato a conoscere: mascherine, lavaggio delle mani e distanziamento. Voi dovete pensare che un vostro parente o il vostro migliore amico, che però non vive con voi, può rappresentare senza averne alcuna colpa una fonte di contagio. Molto spesso mi capita ci curare persone che si sono infettate perché hanno passato del tempo con parenti o persone amiche senza indossare la mascherina, perché in quanto tali non le consideravano come estranee. Oppure gli assembramenti o le feste in casa senza nessuna precauzione. È questo il punto: siamo in guerra, forse la più terribile che ha mai combattuto l’umanità intera, contro un nemico che non vediamo e che può colpire molti di noi in modo mortale. Vinceremo questa guerra se riusciremo a mantenere tutte le misure di sicurezza con buon senso e responsabilità. Non si pensi, come ho spesso sentito dire, “tanto ho già avuto il virus o sono vaccinato ed ormai non ho più problemi’ l’aver già avuto il COVID o il vaccino protegge, e non si sa per quanto, da una nuova malattia, attenuandone il decorso o addirittura rendendola asintomatica, ma NON protegge dalla infezione, cioè la presenza e la replicazione del virus nel nostro corpo. E quindi per un tempo seppur breve, fin quando gli anticorpi non uccidono il virus che ci ha infettati di nuovo, siamo portatori e quindi POSSIAMO infettare gli altri. Sta a noi con i nostri comportamenti responsabili far sì che questa pandemia resti solo un tristissimo ricordo, oppure ignorandoli il virus resti fra di noi per moltissimi anni ancora.













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