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MONDO

venerdì 19 marzo 2021





































SENTENZA CHE FA NOTIZIA

Per il ritardo di un aereo risarcibili anche i danni morali?



di Giuseppe Mommo - Giurisprudenza commentata

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Nei giorni scorsi ha fatto notizia, sugli organi di stampa a diffusione nazionale, la sentenza di un Giudice di Pace di Bari che ha riconosciuto i “danni morali”, oltre a quelli previsti, per il ritardo di un aereo. Un padre, a causa del ritardo di un aereo che è decollato quasi 13 ore dopo l’orario previsto, non ha potuto partecipare ad un evento “unico e irripetibile”: la seduta di laurea del figlio. La “novità”, riportata dalla Gazzetta del Mezzogiorno, e riproposta sulle principali testate (consultabili online), sempre la stessa: trattasi di una sentenza che ha creato un precedente importante perché, prima di tale decisione, i “danni morali” erano rimasti fuori dall’ambito dei diritti dei viaggiatori danneggiati dal ritardo di un aereo. Quindi, la novità starebbe nel riconoscimento dei “danni morali” perché, fino ad ora, i giudici hanno sempre considerato la “compensazione pecuniaria” per il ritardo, come risarcimento comprensivo del disagio fisico e psicologico che il passeggero subisce. Chi ha interesse a leggere fino alla fine vedrà che in effetti non è così. A titolo informativo, per chi viaggia in aereo e può essere interessato a saperne di più, il risarcimento del danno nel trasporto aereo, causato dal ritardo del volo, è stabilito dal Regolamento (CE) n. 261/2004, che si applica ai voli in partenza dall'Unione europea ed anche ai voli con atterraggio all'interno dell'UE (a condizione che la compagnia aerea abbia la propria sede legale in uno degli stati membri), prevede un risarcimento chiamato “compensazione pecuniaria” che va da 250 euro a 600 euro, oltre ai servizi di assistenza in aeroporto. Più precisamente: in caso di ritardo superiore a tre ore, 250 euro per viaggi fino a1.500 Km; 400 euro da 1.501 a 3.500 Km; 600 euro per distanze superiori a 3.500 Km. Discorso a parte è quello dei risarcimenti dovuti per “volo cancellato”, “overbooking”, “smarrimento o danneggiamento bagagli”. Oppure quello dovuto per “vacanza rovinata” da mancata partenza o eccessivo ritardo dell’aereo. Tornando alla sentenza del Giudice di Pace di Bari, la vicenda risale al 10 settembre 2019, quando il padre di laureando sarebbe dovuto partire dall’aeroporto Karol Wojtyla di Bari alle 6.30 con volo Ryanair diretto a Bergamo. Ma l’aereo è decollato solo alle 19.17, con quasi 13 ore di ritardo. Troppo tardi per partire e poter assistere alla cerimonia di laurea del figlio al Politecnico di Milano. Il padre del laureando, tramite l'avvocato Michele Tarquinio, che dopo una disavventura personale vissuta in aeroporto, ha scelto di dar vita al portale Rimborsovoli.it, ha chiesto, oltre alla prevista compensazione pecuniaria, anche il risarcimento per danni morali, per il disagio psicofisico dovuto al prolungato ritardo e per il fatto che gli è stato impedito di assistere ad un evento “unico e irripetibile”. Con la sentenza 228/2021, arrivata oltre un anno dopo, la compagnia aerea è stata condannata a farsi carico di tutte le spese legali, al risarcimento di 73 euro per il rimborso dei biglietti di andata e ritorno, alla prevista “compensazione economica” di 250 euro, con l’aggiunta di 500 euro per danni morali. Indubbiamente una bella vittoria per l’avvocato che realizzando il portale rimborsopoli.it è diventato il paladino dei passeggeri i cui diritti vengono violati. Per completezza d’informazione c’è da dire che l’articolo 12 del Regolamento (CE) n. 261/2004 contiene un inciso che “lascia impregiudicati i diritti del passeggero ad un risarcimento supplementare”. La Corte di Giustizia Europea con la sentenza del 13 ottobre 2011, relativa alla causa C-83/10, ha stabilito che: “la nozione di «risarcimento supplementare», di cui all’art. 12 del regolamento n. 261/2004, deve essere interpretata nel senso che consente al giudice nazionale, (…), di concedere il risarcimento del danno, incluso quello di natura morale, occasionato dall’inadempimento del contratto di trasporto aereo”. A seguito di tale decisione, si è chiusa la discussione per decidere se la compensazione pecuniaria, prevista dal regolamento 261/2004, esaurisse o meno l’ipotesi del ristoro del danno. Si è allora arrivati alla conclusione che, stando a tale decisione, per “risarcimento di un danno supplementare”, deve intendersi un danno non ricompreso nella compensazione pecuniaria e alla luce della sentenza suddetta può essere tale il danno non patrimoniale quale quello morale o esistenziale. Approfondendo l’argomento, si evince che prima della sentenza del giudice di pace di Bari altre sentenze hanno riconosciuto, in particolari casi di grave disagio, oltre la compensazione pecuniaria, anche un compenso per i danni morali.













Note Legali


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