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MONDO

venerdì 26 marzo 2021





































NUOVA SENTENZA

Concorso di colpa del pedone che attraversa lontano dalle strisce pedonali e viene investito



di Giuseppe Mommo - Giurisprudenza commentata

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La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 6514, depositata il 9 marzo 2021, ha confermato che può configurarsi un concorso di colpa del pedone, alla produzione del sinistro, quando viene investito mentre attraversa la strada fuori dalle strisce pedonali. Nel caso di specie, un ultrasettantenne, nell'attraversare un viale di Roma fuori dalle strisce pedonali, è stato investito ed è morto a causa delle lesioni riportate. Il conducente, che era al volante di un autocarro, peraltro, privo di assicurazione, scattata la luce verde, si è rimesso in movimento senza accorgersi dell’anziano che stava attraversando a ridosso dell’autocarro. La moglie, i figli e i nipoti agiscono in giudizio per l’addebito di colpa al conducente e per ottenere dal Fondo Garanzia Vittime della Strada il risarcimento. Il Tribunale in prima istanza ha rigettato la domanda, ritenendo che la colpa dell’investimento fosse tutta del pedone. I congiunti però appellano la decisione e la Corte d’Appello riconosce una responsabilità del 50% a carico del conducente, condannando costui e il Fondo Garanzia a risarcire “i figli in proprio e in ragione delle loro quote ereditarie i nipoti”. Il giudice d’appello, ha ritenuto configurarsi un concorso di colpa perché il conducente “scattata la luce verde nella sua direzione non poneva attenzione alle condizioni in atto dal suo ingombrante automezzo” e per non aver verificato “che non vi fossero persone o mezzi a ridosso dell'autocarro, prima di rimettersi in movimento”. Il conducente dell'autocarro però propone ricorso in Cassazione ritenendo immotivata la negligenza che gli è stata contestata in merito alla “avvistabilità” del pedone e viziata la decisione perché il giudice dell’impugnazione “non avrebbe valutato se il pedone fosse effettivamente visibile da parte sua nel momento in cui è stato investito, trovandosi lo stesso già davanti all'autocarro”. Anche i congiunti presentano ricorso (incidentale), “per avere la Corte d'appello attribuito alla vittima un concorso di colpa del 50%”. La Corte di Cassazione respinge sia il ricorso principale che quello incidentale, confermando il concorso di colpa. Per i giudici di legittimità, la Corte di Appello ha dimostrato di aver tenuto debitamente in considerazione il fattore della avvistabilità del pedone, per aver affermato che “il conducente investiva il pedone benché questi, avendo già attraversato la corsia a sinistra dell'autocarro, praticamente in senso trasversale rispetto alla propria direzione di marcia, si era reso per tempo certamente visibile”. Ha anche evidenziato “che il pedone non spuntava all'improvviso da un'auto in sosta, perché queste si trovavano all'interno dell'area spartitraffico centrale, mentre la terza corsia era liberamente disponibile al traffico veicolare”. In merito al ricorso incidentale, dei congiunti della vittima, proposto per contestare l'attribuzione del concorso di colpa del 50% alla vittima, la Cassazione considera anche questo infondato. La Corte di Appello “ha effettuato una comparazione della colpa, nel rispetto delle risultanze di causa, valutate le quali ha concluso che anche il pedone ha dato causa parziale all'evento perché, in violazione delle norme del codice della strada, ha attraversato fuori dalle strisce pedonali, senza controllare il colore del semaforo e senza accertarsi di poter completare l'attraversamento in condizioni di sicurezza”. Volendo trarre delle conclusioni da questa sentenza e da numerose altre decisioni, se un automobilista investe un pedone fuori dalle strisce, la regola di base pone in capo all’automobilista una presunzione di responsabilità per l’investimento del pedone, salvo una inconfutabile prova contraria.  Chi è al volante quindi parte sempre svantaggiato perché, l’articolo 2054 del Codice civile, al primo comma, pone a carico del conducente dell'automezzo una presunzione di colpa, superabile solo con la dimostrazione di prova contraria. Per evitare la condanna il guidatore deve infatti provare “di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno”. Cioè dimostrare che “il pedone si è posto come un ostacolo improvviso, imprevedibile e inevitabile”. Solo così si può ritenere che la colpa dell’investimento sia del pedone e non del conducente. Ovviamente, il giudice, in base alle prove fornite, può ritenere configurarsi diverse percentuali di colpa (non necessariamente del 50%), da dividere fra guidatore e pedone. Infine voglio ricordare che riguarda la stessa tematica l’articolo pubblicato il 7 febbraio 2021, dove commento una sentenza che ha escluso il concorso di colpa del pedone investito, perché nelle vicinanze non vi erano attraversamenti pedonali fruibili.













Note Legali


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