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INTERVISTE

lunedì 29 marzo 2021

















































































































































L'INTERVISTA DEL LUNEDI'

Erboristeria, studio e ricerca del mondo vegetale: intervista al dottor Michel Vandelli





Per il benessere della persona, sia a livello fisico che mentale, esiste una scienza esatta: quella dell'erborista. Da tempo a Velletri è operativo, in questo settore, il dottor Michel Vandelli. Visitare il suo studio è come immergersi in un mondo senza tempo, dove l'unico intento rimane quello di prendersi cura di sè. In tempi di pandemia, dove tutti hanno avuto almeno una volta la necessità di respirare a pieni polmoni e liberare i propri pensieri, quello che offre il dottor Vandelli è nutrimento per l'anima. Tisane, prodotti naturali, erbe: combinazioni di più rimedi per far fronte al disagio delle persone.

 

Dottor Vandelli, sei un erborista e un fito-cosmetologo. Quali sono le peculiarità di questa professione e a quali ambiti del benessere della persona si rivolge principalmente la tua attenzione?

Le peculiarità della mia professione sono rivolte soprattutto allo studio e alla ricerca del mondo vegetale in modo naturale e in sintonia con la natura, essendo erborista e fito-cosmetologo ho una particolare affinità con il mondo vegetale e le piante. Per questo produco cosmetici su base vegetale, efficaci e biocompatibili con la pelle e con l'essere umano. A differenza di altri colleghi ho fatto delle scelte radicali in quanto il mio lavoro consiste non solo nel produrre, ma anche nel coltivare le stesse piante che successivamente trasformo in prodotti erboristici di vario genere, quindi non solo cosmetici ma anche tisane, oli e integratori erboristici a mio nome. Lo studio della chimica, la farmacologia, la biologia vegetale e la fisiologia umana mi hanno permesso di praticare oltre all’arte dell’erboristeria discipline tra cui la fitoterapia, l'aromaterapia, e l'utilizzo degli oli medicati e delle essenze. Questo mi permette di creare preparati estemporanei che consiglio e utilizzo nei trattamenti che propongo nel mio studio come esperto di fitoterapia mediterranea e di medicina popolare e tradizionale. Principalmente mi rivolgo alla persona nella sua totalità, quindi quando una persona viene a trovarmi a studio, spesso mi parla del suo problema o disagio, poi insieme capiamo che la radice di questo problema è altrove. Avendo studiato diversi metodi e approcci alla salute, cerco sempre di unire tutte le mie conoscenze sia in ambito scientifico che tradizionale/culturale, questo è per me un valore aggiunto in quanto mi permette di cercare un connubio tra i tanti saperi che sono giunti fino a noi oggi. Come già detto mi occupo di fitoterapia, farmacologia mediterranea e medicina tradizionale cinese: queste scienze non sono però da confondere con l’utilizzo dei farmaci che troviamo oggi in farmacia, si tratta di compendi diversi, di preparati descritti nelle farmacopee e in libri di altri tempi, ma non per questo meno efficaci. Vi basti pensare che fino al secolo scorso questi stessi preparati sostituivano gli attuali farmaci in commercio, e oggi grazie alla tecnologia hanno performance molto superiori di ieri. Cerco quindi attraverso il connubio di questi saperi di creare preparati erboristici capaci di risolvere le problematiche che mi vengono sottoposte sia a livello psichico che fisico.

 

Studio, ricerca, attenzione ma anche innovazione e originalità sono il tuo impegno principale: quanto aggiornamento richiede il tuo mestiere e in che campi?

L'aggiornamento è un tema importantissimo per le persone che come me si occupano di salute e benessere in campo sanitario non medico. L'erborista così come il cosmetologo e il fitoterapeuta hanno l'onere e il dovere di continuare a rimanere aggiornati dopo la laurea, su vari fronti per offrire il massimo ai propri clienti, essendo il nostro un campo in continua evoluzione scientifica. Il mio impegno è rivolto su più fronti a partire dallo studio dei principi attivi di origine naturale, che ogni giorno rivela nuove scoperte da parte della scienza, su come utilizzarli e come renderli biodisponibili all'essere umano e agli animali. Essendo anche formulatore e produttore devo restare al passo con le nuove tecnologie di trasformazione della materia prima vegetale, soprattutto in ambito green per potere così offrire prodotti il più possibile naturale sicuri ed efficaci, con il massimo rispetto dell’ambiente, e questo è possibile solo grazie a un grande sviluppo tecnologico al passo coi tempi. Per quanto riguarda l'ambito della medicina non convenzionale nella quale rientra la medicina popolare oppure la medicina mediterranea così come quella cinese, sono in continuo aggiornamento vi basti pensare che l'anno scorso nel 2020 nonostante il covid mi sono aggiornato per un totale di 142 ore. Importantissima è la formazione nell’ambito delle ginnastiche del benessere in quanto le insegno anche negli ospedali, soprattutto con pazienti affetti da malattie degenerative come il Parkinson e l'Alzheimer, e proprio dall’anno scorso abbiamo messo in campo un progetto di tele-riabilitazione molto interessante e innovativo con diversi studi di ricercatori, medici e universitari a tal proposito. Per quanto riguarda i trattamenti benessere e della medicina cinese c'è sempre bisogno di confrontarsi con le nuove scoperte e possibilità di intervento, anche perché questo è un mondo sempre in evoluzione come si può ben immaginare essendo il corpo umano esso stesso molto complesso e in continua evoluzione. Credo che in un momento storico come questo dove le persone hanno un gran bisogno di supporto sia per me doveroso restare al passo con le richieste dei clienti e rispondere eticamente alla domanda con soluzioni valide senza speculazioni. E questo è possibile solo continuando a studiare e formarsi nel proprio settore.

 

Parliamo di infusi e tisane: la pandemia ti ha fatto modificare il modus operandi? C’è stato un incremento di richieste per infusi rilassanti e agenti sull’ansia?

Le tisane a mio avviso sono le vere regine dell'erboristeria. Tutti dovrebbero usarle per mantenere in equilibrio il proprio benessere psico- fisico! Va fatto però un distinguo e un inciso, per tisane intendo un taglio formulato con erbe selezionatissime, da coltivazione biologica possibilmente made in italy, le piante devono essere raccolte ed essiccate nel momento balsamico e conservate poi sottovuoto. Le tisane per avere il loro massimo effetto devono essere formulate da un professionista come l'erborista che forse è l'unico a conoscere in modo profondo le qualità dei principi attivi contenuti all'interno delle piante e che sa spiegarvi come usarle. Credo che la tisana sia la regina dell'erboristeria perché è un preparato estemporaneo che la persona prepara a casa propria e utilizza quotidianamente 2-3 volte al giorno per il proprio benessere, le piante a contatto con l'acqua rilasciano i loro principi attivi, come se fossero appena raccolte, per questi motivi si innesca un meccanismo di guarigione attraverso la preparazione di una miscela composita che l'erborista consiglia e prepara in base alla problematica da risolvere. Questa è la grande differenza tra una tisana erboristica e una tisana bevanda preconfezionata che si trova in certi negozi. In questi mesi mi è capitato di fare diverse conferenze e corsi che avevano lo scopo di insegnare a utilizzare in modo corretto le tisane e devo dire che il 90% delle persone non le sa utilizzare per ottenere il massimo da questa tipologia di preparato. Comunque, per rispondere alla domanda come sempre l’autunno e l’inverno sono mesi dove la richiesta di tisane e alta, quest’anno proprio per dare supporto alla mia clientela in ottobre ho formulato due miscele che ho chiamato: Difese Immunitarie e Stimolante Energizzante che sono state prese d'assalto per via del covid. Facendo un'analisi sulla base delle 20 formulazioni di miscele formulate e proposte, tra le più richieste ci sono: azione drenante, metabolica, diuretica, forse per la sedentarietà a cui questa pandemia ci ha portato con conseguente aumento di peso e gonfiore di tipo edematoso; sono state tante le richieste delle tisane: digestive, depurative e intestinale dovute a situazioni di difficoltà a carico degli organi emuntori, come rene, fegato stomaco e intestini; sono andate bene come tutti gli anni le balsamiche e più del solito quelle rilassanti nei soggetti ansiosi o che faticano a prendere sonno e con continui risvegli notturni.

 

Fra i vari trattamenti che proponi, non mancano quelli che servono a far recuperare il benessere psico-fisico dell’individuo. In questo periodo di covid-19 quali sono le esigenze maggiori che i tuoi pazienti ti sottopongono?

Partiamo dal presupposto che in questo periodo di covid non è stato sempre possibile praticare la professione o le varie attività che normalmente propongo ai miei clienti. Come dottore erborista rientro in ambito sanitario non medico, ma purtroppo il DPCM non è stato molto chiaro in merito, solo per certi codici ateco si può restare aperti, quindi ho potuto continuare a praticare la mia attività solo in parte e con alcune restrizioni sui servizi alla persona che, saltuariamente hanno subito periodi di stop, come in questi giorni. Ovviamente ho preso tutte le precauzioni del caso, continuo a ricevere richieste in modalità online per aiutare tutte quelle persone che hanno problemi da risolvere e per dar loro risposte e consigli. Avendo un portale e-commerce, www.drvandelli.it, molti dei miei prodotti possono essere acquistati on line o su prenotazione telefonica con ritiro a studio o spediti a domicilio in 24/48 ore. Inevitabilmente una pandemia di tale livello impatta sulla popolazione, cambiando le relazioni e i rapporti di lavoro, cambia il modo di relazionarsi anche nell’ambito affettivo. Eventi di questo calibro cambiano profondamente il modo di vivere; per alcune persone tutto questo è vissuto come una vera e propria violenza. Cambiano le abitudini, cambiano le prospettive del futuro, della famiglia dei propri figli e quindi si creano delle lacerazioni del tessuto sociale che aumentano sempre più le distanze e le insicurezze del singolo, in una società che era già fragile prima del covid. Penso di aver risposto alla domanda in modo ampio, nello specifico la richiesta maggiore è quella che riguarda la sfera emotiva e a livello di dolori muscolari, c’è sempre richiesta di prodotti per la cura della persona come: dimagrimento, depurazione, drenaggio, digestivi, rilassanti, energizzanti; continuo ad avere una grande richiesta per l’attività fisica a distanza in tele-conferenza con corsi di Taijiquan e Qigong; e non manca la richiesta di prodotti estetici come i cosmetici, soprattutto per la cura del viso e del corpo: antiage, antimacchie, anticellulite, creme nutrienti, e prodotti per la cura dei capelli.

 

Credi che la cosiddetta Medicina Naturale o Alternativa con la pandemia possa trarre nuova linfa oppure fare passi indietro rispetto alla concezione che la popolazione ha di essa?

Personalmente credo che il termine medicina alternativa sia un termine vecchio che appartiene al secolo scorso. Oggi parlerei piuttosto di medicina complementare da affiancare alla medicina allopatica che tutti conoscono. Spesso insieme ad altri colleghi abbiamo affrontato questo tema, tra il 2017 e il 2019 abbiamo vinto un interessante progetto europeo che aveva il compito di far luce sulla situazione della medicina tradizionale cinese in Europa, durante gli incontri transnazionali è stato prodotto diverso materiale, oltretutto il progetto è stato premiato dalla stessa comunità europea come Best Practices per l’importante ricerca sullo stato dell’essere di tali discipline, che oggi in Europa contano centinaia di migliaia di fruitori, abbiamo così aperto un dibattito tra quelle che potevano essere le prospettive attuali e quali potevano essere le prospettive del futuro. Ovviamente all'epoca non era ancora sorta la problematica covid, ciò nonostante avevamo già individuato diverse criticità ma anche diversi punti a favore di quest’approccio alla salute che molte persone preferiscono a discapito della medicina convenzionale. Credo pertanto che, al di là del nome che possiamo dare a una medicina o l’altra, nel momento in cui si riuscisse a collaborare in modo più stretto tra medici e professionisti del campo sanitario non medico, si potrebbe sicuramente dare alla popolazione un servizio e una risposta più completa e più efficiente di ora; anche perché come stiamo vedendo negli ultimi periodi il personale sanitario e i medici sono oberati di lavoro e sottoposti continuamente a forte stress dovuto all'emergenza covid. Spesso le strutture non sono organizzate per far fronte a tutte le richieste soprattutto al post- ricovero ospedaliero (concetto da approfondire forse in un’altra intervista). Pertanto avere la possibilità di collaborare con professionisti esterni alle strutture sanitarie/ospedaliere come possono essere gli erboristi, i fitoterapeuti, gli operatori di medicina cinese e tanti altri, sarebbe un modo per poter dare una risposta più concreta e completa alla popolazione, che spesso accusa carenza di supporto medico. Credo infine che dopo il covid ci potrà essere uno doppio scenario: uno che premia chi ha continuato a lavorare eticamente e professionalmente in sinergia con i medici, per dare delle risposta e soluzioni ai problemi delle persone; e di contro ci saranno alcune categorie che non avranno più voce in capitolo in quanto non riusciranno più a far fronte a questo tipo di risposte, semplicemente perché non avranno le caratteristiche idonee per dialogare e poter affrontare problematiche spesso molto complesse in ambito medico. A mio avviso nell'era post covid ci sarà da parte del ministero della sanità, la necessità di dare una stretta a livello legislativo sanitario, in tal senso sia il Mise che il Colap dovranno dare delle risposte a molte professioni, in particolare a tutti quei professionisti che ancora oggi rientrano nella categoria delle professioni non regolamentate. Personalmente collaboro da sempre con medici lungimiranti in stretta sinergia, per poter arrivare insieme su più fronti a un risultato più elevato di quello che una singola disciplina o medicina può ottenere. Lavoro in campo oncologico e in campo neurologico nelle malattie del Parkinson e dell’Alzheimer dove ho maturato 10 anni di esperienze, dal 2019 con la pandemia ho istituito con la fondazione S.Lucia di Roma un bellissimo progetto tutt’ora in essere di tele-riabilitazione di cui ne è stato pubblicato il lavoro e la ricerca su Fisiatria.it .













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